In tanti – certamente oltre 200 i presenti – hanno riposto all’invito di un gruppo di cittadini frossaschesi che, nella serata di ieri, ha proposto un incontro informativo sulla questione Kastamonu.

La serata, svoltasi presso le strutture del Laghetto della Gra, è stata introdotta da una relazione del biotecnologo Massimiliano Motta il quale, dopo aver illustrato i principali inquinanti e il modo in cui si propagano e agiscono, è entrato nel dettaglio del progetto presentato dalla multinazionale Kastamonu alla Città Metropolitana di Torino. Ne è emerso un quadro preoccupante: «A fronte della massa di rifiuti legnosi che ogni giorno entrerebbero nello stabilimento – ha puntualizzato Motta – ne uscirebbero grandi quantità di fumi causati dalla combustione e dalle sostanze legate all’applicazione della colla. 20milioni di metri cubi di gas al giorno è la quantità di fumo che si prevede esca dal camino».

Il moderatore della serata, Patrizio Righero, ha quindi dato la parola al pubblico che, da punti di vista diversi, è intervenuto sottolineando l’impatto che l’avvio del nuovo inceneritore nello stabilimento ex Annovati-Trombini avrebbe sulla salute e sul territorio della Val Noce, e ribadendo l’importanza di manifestare la propria contrarietà al progetto.

Hanno parlato, tra gli altri, l’ex sindaco di Frossasco, Franco Cuccolo («i rischi sono maggiori dei benefici»), l’assessore all’urbanistica di Pinerolo, Giulia Proietti («vogliamo un futuro sostenibile per il territorio pinerolese. Ci mettiamo a vostra disposizione»), i consiglieri di Frossasco Daniele Castellino («fin da subito, come gruppo di minoranza, abbiamo comunicato a tutti i sindaci vicini che costa stava succedendo») e Rosanna Napoli («c’è un precedente: il comune di Frossasco aveva fatto ricorso contro l’inceneritore proposto da Trombini, e ha vinto»), il consigliere di Cantalupa Luca Armando («voglio assicurarvi che anche il nostro comune è molto attento alla questione e tutto il consiglio comunale è per la tutela del territorio e della salute dei cittadini»); e il veterinario Giuseppe Rumello che ha ricordato come gli agricoltori si siano già attivati per difendere le loro aziende e i loro prodotti.

Durante la serata sono state avviate due raccolte firme: una petizione rivolta al Sindaco di Frossasco, per i soli residenti (80 adesioni) e una lettera alle istituzioni del territorio (oltre 100 adesioni).

Entrambe chiedono tavoli e spazi di confronto tra istituzioni e cittadini e di non intervenire sul piano regolatore. Su questo punto il sindaco Comba, nei giorni scorsi, ha assicurato che la maggioranza è intenzionata a non modificare l’articolo che vieta espressamente la costruzioni di inceneritori. Tuttavia in molti temono – ed è stato ribadito anche nel corso dell’incontro – che questo potrebbe non bastare a fermare il progetto per il perfezionamento del quale Kastamonu ha chiesto a Città Metropolitana una proroga di 12o giorni.

Alle raccolte firme – è stato comunicato al termie delle serata – si potrà aderire ancora nelle prossime settimane seconco un calendario periodicamente aggiornato e consultabile sul sito www.frossascoambiente.it