È stata depositata questa mattina in municipio una petizione promossa da un gruppo di frossaschesi e firmata da 876 residenti del comune per chiedere chiarezza sul progetto della multinazionale Kastamonu di avviare un co-inceneritore nello stabilimento ex Annovati-Trombini.

Nel testo indirizzato al sindaco Federico Comba, alla Giunta e al Consiglio Comunale, i firmatari chiedono di convocare un dibattito pubblico aperto alla cittadinanza «per descrivere il progetto presentato dalla multinazionale turca e al fine di favorire la trasparenza di informazione e la partecipazione della popolazione ai processi decisionali». Si chiede, inoltre, di attivare un tavolo di lavoro «per condividere una strategia comune» e, in caso di avvio, istituire con loro una commissione/comitato di monitoraggio permanente del sito industriale con finalità di salvaguardia della salute e dell’ambiente del territorio tutto».

«La stragrande maggioranza dei cittadini – ha scritto in una lettera aperta l’ex sindaco Franco Cuccolo commentando la petizione – è contraria alla realizzazione del progetto Kastamonu: molte centinaia hanno sottoscritto presentando la propria carta di identità, sapendo che saranno controllati uno per uno per garantire che siano elettori del Comune, molti altri, proprio per questo, non hanno osato sottoscrivere pur condividendo la richiesta».

La petizione è stata depositata nel giorno in cui è in programma il consiglio comunale dal quale i firmatari si aspettano una risposta da parte dell’amministrazione.

Parallelamente in Val Noce, è stata avviata da alcuni mesi una raccolta firme, ancora aperta a tutti, che al momento ha raccolto 3726 adesioni.