Dopo la mostra “Confini. Ridisegniamo gli spazi ai tempi del Coronavirus”, il Museo Regionale dell’Emigrazione di Frossasco continua a riflettere sul tema della pandemia.

«Il Coronavirus – spiega la conservatrice Carlotta Colombatto – ha mostrato di non conoscere barriere: si è spostato attraversando oceani e ha azzerato qualsiasi tipo di appartenenza rendendoci tutti sue vittime potenziali. Allo stesso tempo, tuttavia, il trattato di Schengen sembrava essere un lontano ricordo, i confini regionali e comunali sono apparsi per mesi come delle vere e proprie barriere, tra queste ve n’erano anche di nuove, come quelle della porta di casa o del nostro balcone».

Il prossimo appuntamento è per sabato 5 settembre alle ore 21,00 con Augusta Molinari, Professoressa ordinaria di Storia presso l’Università di Genova, la più grande esperta di storia della sanità in Italia.

Augusta Molinari porrà l’accento su come, sebbene la malattia fosse un fattore determinante in relazione alla riuscita dei progetti migratori, solo raramente abbia trovato spazio nella pur vasta e qualificata storiografia sulle migrazioni storiche italiane. Questo perché la malattia dei migranti ha lasciato poche tracce. Il migrante ha nei paesi di destinazione la funzione di un “corpo al lavoro”, quando si ammala non ha assistenza perché diventa un corpo inutile. Uno spiraglio per cogliere le problematiche del rapporto migrazioni/malattia è fornito dalla pubblicista medica del primo Novecento e dalla documentazione sanitaria dei viaggi transoceanici dell’epoca, tra cui i giornali sanitari e di bordo. Da queste di fonti emergono informazioni utili per collocare la malattia  nel complesso delle problematiche migratorie: il carattere di patologia sociale di massa che nei paesi di immigrazione (in particolare Stati Uniti e Brasile) assumono alcune malattie (tra cui la tubercolosi e le alienazioni mentali); le dinamiche di espulsione attuate nei confronti dei migranti (come, ad esempio, respingimenti allo sbarco e rimpatri coatti); la mancanza da parte dello stato italiano di misure di tutela dei migranti sia nei paesi di immigrazione sia al ritorno in patria.

Per partecipare

Il nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri autorizza gli incontri culturali anche negli spazi chiusi, purché vengano rispettate le norme volte ad evitare l’aumento dei contagi: indossare la mascherina, mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro, disinfettare le mani.
È consigliata dunque la prenotazione all’evento: info@museoemigrazionepiemontese.org – 3711165506