Lo scorso 18 dicembre i volontari del Villaggio Globale del Sermig hanno portato la statua di Gesù Bambino nella capanna del campo Rom di Cumiana ed i bambini del campo hanno portato il loro nella capanna sotto il gazebo del Villaggio.

I volontari del Sermig del Villaggio Globale di Cumiana, lo scorso 18 dicembre, hanno percorso in processione il cammino fino al campo Rom per deporre la loro statua di Gesù bambino nella capanna del campo. Percorso inverso, invece, per il bambinello del campo, portato dai bambini al Villaggio Globale.

Il commento di Rinaldo Canalis

Un’esperienza toccante per i partecipanti, come testimonia Rinaldo Canalis del Sermig: «Qualcuno ha detto che aveva per quest’anno già fatto ”Natale”. Altri hanno detto che era il più bel presepe in cui si sono trovati “dentro”. Gli amici del campo hanno detto che si sono sentiti bene… Abbiamo fatto i “pastori” , insieme a quelli del campo».

Il “furto” del bambinello

A guastare il clima di gioia, la notizia arrivata la mattina seguente della scomparsa della statua del bambinello. Nessun dramma però: l’Erode di turno è stato il cane Lupo, che dopo aver accompagnato la processione dal Villaggio Globale al campo rom aveva ben pensato di portare Gesù bambino nella sua cuccia.

Quanti Gesù bambino al giorno d’oggi

Un episodio buffo da cui Canalis trae qualche riflessione: «Ci fa pensare alle sorti di Gesù in carne e ossa, che immediatamente ha dovuto emigrare in Egitto perché il solito Erode continuava a volerlo uccidere… A quanti Gesù bambini oggi viene riservata la stessa sorte? Bloccati dietro ai reticolati dei confini degli stati. Nelle baracche, affamati, infreddoliti, pieni di colla. Molto piccoli nell’utero di una mamma che per tanti motivi decide di non accoglierlo. A vagare soli con qualche compagno per le strade delle periferie del mondo. Usati per il vizio degli adulti o per combattere come bambini soldato.
Oppure Soli, con l’unica compagnia del Web pericoloso. Non sembra vero quanto un presepe possa allargare le nostre vedute!»