Il 9 maggio Piero Fassino ha raccontato in un incontro pubblico nel Teatro Parrocchiale di Cumiana “La guerra di Putin e noi”.

Piero Fassino

Il 9 maggio alle ore 21 presso il teatro parrocchiale di Cumiana, Piero Fassino, Presidente della III Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati si è confrontato con un pubblico, nella sala sold out, sull’argomento “La guerra di Putin e noi”.

Foietta, Canalis e Franchino come moderatori

Il dibattito è stato moderato da

  • Paolo Foietta segretario del Circolo PD
  • Monica Canalis Vicesegretaria Regionale del Partito Democratico
  • Fabio Franchino, Professore ordinario di Scienza Politica dell’Università di Milano.

Piero Fassino e i moderatori della serata

L’introduzione del parroco

Sono intervenuti anche il Senatore Magda Angela Zanoni e don Carlo Pizzocaro che ha aperto l’incontro con : «Sarà mica che il parroco è del PD? Questa è la domanda che venerdì ha animato il mercato di Cumiana. I partecipanti sono ospiti di confine. I confini non vanno valicati. Dal mercato, al parlamento, al mondo, piace semplificare la tensione del confine con il linguaggio della contrapposizione dove l’ospite lascia il posto al nemico e se non si ha la stessa bandiera allora il confine è luogo di scontro. Grazie per essere qui, ospiti gli uni degli altri, che questo sia un incontro di alleanza».

 

Il perché della guerra

L’onorevole Fassino ha condiviso il pensiero di don Carlo: «Siamo abituati a pensare ai confini come barriere che dividono mentre dovremmo pensare ai confini come calamite che uniscono». Il Presidente della III Commissione Affari Esteri ha esposto le motivazioni secondo cui la Russia ha voluto questa guerra attraverso tre punti cardini. Perché Putin ha agito cosi? Per cercare di uscire da questa crisi bisogna capire perché è nata.

  1. La dirigenza russa non ha mai accettato la diminuzione di ruolo avvenuta dopo la caduta del muro di Berlino. Con l’invasione all’Ucraina c’è proprio la volontà di riaffermare il ruolo di potenza globale della Russia.
  2. La seconda ragione è una ragione antica perché la Russia vive la sindrome dell’accerchiamento, sindrome non priva di fondamento nella storia dove nei secoli le minacce sono sempre venute da ovest. Ma guardando agli ultimi trenta anni questa sindrome non ha ragione di essere. L’Ucraina non ha aggredito la Russia, l’Europa non ha manifestato nessuna forma di ostilità tanto da essere il primo partner economico della Russia. Neanche la Nato ha compiuto atti di ostilità e lo dimostra l’intesa Nato Russia quando i capi di Stato e di governo dell’Alleanza e il presidente russo Vladimir Putin, riuniti nella base militare di Pratica di Mare, hanno messo la parola fine alla contrapposizione che ha caratterizzato gli anni della guerra fredda, e inaugurato una nuova visione unitaria degli equilibri mondiali.
  3. La terza ragione è dovuta alla politica interna dove Putin ha alle spalle 23 anni di “regno” e ha già annunciato che vuole ricandidarsi alle prossime elezioni. Chiaramente dopo un periodo così lungo dove si è esposti ad usura, bisogna trovare nuove motivazioni per cementificare il proprio potere. Putin ha pensato che un atto di forza, giocato sull’orgoglio russo, potesse rafforzargli il consenso interno. I primi due ragionamenti non hanno trovato appigli mentre questo ultimo punto ha giocato a favore di Putin perché la popolazione lo sostiene (a parte il dissenso di una nicchia di intellettuali).

 

La conclusione di Fassino

Conclude Fassino: «Noi siamo un paese che non usa la forza contro altri paesi e rifiuta che lo si faccia ma se qualcuno lo fa ovviamente l’Italia aiuta chi è aggredito, noi stiamo aiutando l’Ucraina a difendersi sulla base dei diritti internazionali. È importante arrivare ad una tregua e poi allora si potrà intervenire politicamente».

 

Prossimamente altri incontri

Nelle prossime settimane il PD di Cumiana organizzerà altri incontri sulle conseguenze della guerra per approfondirne gli effetti sull’economia, ambiente, energia. Per limitazione di capienza della sala è richiesta la prenotazione alla mail: partitodemocraticocumiana@gmail.com

GRAZIELLA LUTTATI