Al centro dell’incontro con Enaiatollah Akbari nel municipio di Cumiana del 16 dicembre, la vita degli Afghani in patria e di quelli in fuga.

Enaiatollah Akbari

Un incontro organizzato da Giulia Centrone e Chiara Fantone

Lo scorso 16 dicembre presso la sala Vaudagna del Comune di Cumiana, Giulia Centrone della biblioteca comunale di Cumiana e la professoressa Chiara Fantone hanno organizzato un incontro dal tema Afghanistan-Italia. Serata organizzata in collaborazione con il Comune di Cumiana rappresentato dal vice sindaco Marina Ferrero e dal Consigliere Rosenza Fabris.

Ospite e traduttore Diego Mometti

Ha partecipato anche in qualità di traduttore Diego Mometti – Operatore sociale presso CSD – Commissione Sinodale per la Diaconia Valdese, responsabile della struttura della Crumière di Villar Pellice, di proprietà della Regione Piemonte ma gestita dal Servizio Richiedenti Asilo e Rifugiati.

 

Chi è Enaiatollah

Enaiatollah Akbari, nato 33 anni fa in Afghanistan e rifugiato politico in Italia da 11 anni e, più precisamente, a Torino dove vive, si è laureato in Scienze Politiche e lavora. La mamma lo abbandona per amore da solo in Pakistan, lontano dai talebani e il ragazzino viaggia dal Pakistan all’Iran, fino in Turchia, in Grecia e poi in Italia. La sua storia è stata raccontata nel bestseller “Nel mare ci sono i coccodrilli” di Fabio Geda.

 

La testimonianza di due profughi

All’evento hanno preso parte anche due giovani profughi afghani raccontando le violazioni dei diritti alle donne per ostacolarne l’istruzione e condannarle alla sottomissione e all’isolamento. Il ragazzo racconta le fughe della sua famiglia dai talebani, il ritorno e nuovamente la fuga. Molti dei cinque milioni di afgani nel mondo, sono tornati alle radici dei propri territori e ancora una volta sono stati costretti a fuggire. La ragazza racconta il caos all’aeroporto di Kabul, mentre con migliaia di persone cercava di fuggire dai talebani. Momenti concitati quando il suo bimbo sviene e lei pensa sia morto ma poi il bimbo si riprende e domanda: “Cosa sono quei rumori?” E la mamma mascherando la paura (con un sorriso, ma la morte nel cuore) gli dice che sono i fuochi artificiali. Lo narra con le lacrime agli occhi, ripercorrendo nella memoria quei terribili momenti, mentre ringrazia gli italiani per lo spirito di solidarietà e accoglienza.

 

Che fare?

Chiara Fantone ha domandato che cosa possono fare gli italiani per sostenere la loro causa. Enaiatollah Akbari ha manifestato la volontà di continuare a garantire il diritto allo studio alle donne afghane tramite corsi on line da docenti afghani in Italia e richiedere agli stati comunitari di non riconoscere il nuovo governo talebano.

 

Il ruolo di Emergency

Non è mancato un grande tributo a Emergency, sul territorio dal 1999. Negli ultimi mesi dopo il ritiro delle truppe internazionali dal suolo afgano, in seguito agli accordi di Doha, Emergency invece è rimasta con gli ospedali, spostati nelle aree più protette dove non si sono mai interrotte le attività e continuano a rappresentare un punto di riferimento per la popolazione locale.

 

Il dramma di chi fugge

La commozione continua nella scelta di lettura di Chiara Fantone, tratta dal libro “Nel mare ci sono i coccodrilli”, dove il giovane Akbary attraversa le montagne tra la Turchia e la Grecia:” Il diciottesimo giorno ho visto delle persone sedute. Le ho viste in lontananza e subito non ho capito perché si fossero fermate. Dietro una curva a gomito, d’un tratto, me le sono trovate di fronte, le persone sedute. Erano sedute per sempre. Erano congelate. Erano morte. Erano lì da chissà quanto tempo. Tutti gli altri sono sfilati di fianco, in silenzio. Io, a uno, ho rubato le scarpe, perché le mie erano distrutte e le dita dei piedi erano diventate viola e non sentivo più nulla, nemmeno se le battevo con una pietra. Gli ho tolto le scarpe e me le sono provate. Mi andavano bene. Erano molto meglio delle mie. Ho fatto un cenno con la mano per ringraziarlo. Ogni tanto lo sogno.”

GRAZIELLA LUTTATI