Da anni al Villaggio Globale di Cumiana c’è un gruppo, la Rete Tecnologica (Re.Te.) che lavora per offrire ai paesi più poveri nuove tecnologie sostenibili per migliorare le loro condizioni di vita.

La buona terra dà solo buoni frutti

Il gruppo Re.Te. (Restituzione Tecnologica) è un progetto di speranza dove le competenze tecniche mirate alla sostenibilità ambientale vengono messe a servizio dei più poveri. È da anni che al villaggio globale del Sermig di Cumiana esiste un parco tecnologico dove è possibile fare una passeggiata didattica tra un essiccatore solare per verdura e frutta, un frigo fotovoltaico, un cloratore per prodursi disinfettante, un therma electic generator per produrre direttamente energia elettrica dal calore di una stufa, una incubatrice solare per schiusa pulcini, un max solar power per ottimizzare impianti di pompaggio acqua, un idropedale per pulire l’acqua da metalli pesanti con energia da pedalata. Poi ci sono le api con monitor per la diagnosi precoce dell’insorgere di malattie nell’allevamento, mattoni in argilla e cemento per realizzare case e una coltivazione ad idroponia. Il cammino formativo arriva all’orto, che ha l’obiettivo di produrre verdure per la mensa dell’Arsenale della Pace ma anche coltivato con la volontà di sperimentare un ritorno alla terra dei giovani.

Finocchi e cavoli per la mensa dell’Arsenale

Il 30 ottobre i grandi della terra avviavano il G20 a Roma, qui si creano progetti reali per dare un contributo sostanziale nel salvare il pianeta dalla distruzione. I poveri aumentato e i cibi reperiti non bastano mai e quest’orto porta sempre buoni frutti. Gli ortolani del villaggio, nonostante la pioggia, hanno raccolto bellissimi finocchi e cavoli per la mensa dell’Arsenale. Ogni seme piantato può produrre frutti impensabili che aiutano un pezzettino di mondo. Madre Teresa di Calcutta ci insegna che: “Quello che facciamo è soltanto una goccia nell’oceano. Ma se non ci fosse quella goccia all’oceano mancherebbe“.

Graziella Luttati