In tanti, agricoltori e allevatori della Val Noce preoccupati per la situazione ambientale del territorio, si sono ritrovati lo scorso venerdì sera nel salone parrocchiale di Roletto. Alla riunione sono intervenuti Massimiliano Motta (biotecnologo veterinario) e Franco Maina (allevatore del carmagnolese). Motta ha illustrato i possibili effetti di un inceneritore sull’ambiente circostante e le dinamiche degli inquinanti. Maina ha raccontato la sua lotta (poi vinta), vissuta insieme ad altri coltivatori, per impedire lo scavo di una discarica che avrebbe contaminato le falde acquifere delle campagne.

Tutti ricordano i due incendi (Kastamonu nel 2019 e Cia TEchnima nel 2021) che hanno lasciato pesanti strascichi di fumo e polemiche. A tutto questo si aggiunge la prospettiva della riapertura e del raddoppio dello stabilimento ex Annovati-Trombini al Bivio di Frossasco. Per questo motivo quanti hanno fatto della cura della terra il proprio mestiere hanno deciso di mobilitarsi per difendere la vocazione agricola della Val Noce.

«Vogliamo cercare insieme un dialogo costruttivo con tutte le amministrazioni locali per intraprendere un percorso comune – spiegano i promotori dell’iniziativa – .Si può fare molto per non ritrovarci a subire ulteriori pesanti conseguenze e rischi, dovuti ad industrie pericolose e inquinanti. Prima che sia troppo tardi chiediamo ad ognuno di conoscere la situazione e il nostro punto di vista. Sono ancora troppe le persone che non conoscono la pericolosità degli avvenimenti recenti, ed i rischi per il futuro (anche per le prossime generazioni)».
Per sensibilizzare amministrazioni e cittadini su queste tematiche agricoltori ed allevatori hanno redatto una lettera aperta corredata da una sessantina di firme (leggi qui il testo integrale Lettera Agricoltori Val Noce), in cui chiedono ai media di dare visibilità alle questioni ambientali e alle amministrazioni «di salvaguardare le attitudini produttive stanziate da generazioni nel territorio e la salute dei cittadini» e «di non approvare alcuna variante al PRGC e non concedere ampliamenti ad alcun stabilimento industriale adiacente a case, attività, aziende agricole».

Ce n’è anche per le associazioni sindacali alle quali viene richiesto «Di occuparsi maggiormente dei problemi ambientali del nostro territorio che, insieme al problema del sovraffollamento della fauna selvatica (cinghiali) e agli aumenti delle materie prime e dei costi di produzione, mettono in discussione il futuro delle nostre aziende».

Allevatori e agricoltori hanno motivato la scelta di far sentire la propria voce con una lettera aperta «convinti che troppe volte i “canali ufficiali” rendono complicato il confronto, e a causa di errori formali nella raccolta delle firme delle petizioni vengono respinte o ignorate dalle amministrazioni comunali lamentele importanti da parte dei cittadini. Si tratta spesso della volontà di centinaia di persone, che rappresentano a loro volta le proprie intere famiglie, che viene considerata “carta straccia” da chi ci rappresenta. Non escludiamo di procedere ad esternare ogni lecito dubbio su “Kastamonu”, “Cia” ed altre questioni anche attraverso petizioni “in regola”, ufficiali, auspichiamo, però, una politica (ed uno stile di vita) a misura della persona».

Intanto è stata attivata anche una mail dedicata per chi volesse offrire il proprio contributo o aggiungersi ai firmatari della lettera: valnoceambienteagricoltura@gmail.com