Il 4 luglio il Museo dell’Emigrazione inaugura la mostra “Confini. Ridisegniamo gli spazi ai tempi del Coronavirus”

 

Le strade deserte, le scuole chiuse, il lavoro da casa. Le mascherine, il distanziamento fisico, il confinamento domestico. L’emergenza sanitaria legata alla pandemia da Coronavirus e i conseguenti provvedimenti governativi hanno costretto tutti a rivedere scadenze, attività, anche luogo di lavoro, con la consapevolezza di stare vivendo un momento storico epocale, caratterizzato da risvolti sociali importanti.

In questi mesi di lockdown il Museo Regionale dell’Emigrazione di Frossasco (Piazza Donatori di Sangue, 1), come tutti i musei italiani, è stato chiuso al pubblico. L’operatività dell’équipe, tuttavia, non si è fermata. «Abbiamo preso i nostri effetti personali, ci siamo salutati (mantenendo il metro di distanza) e trasferiti a casa, che è diventata il nostro ufficio – riferiscono i responsabili del Museo -. Dalle abitazioni private abbiamo continuato a portare avanti quei progetti di divulgazione culturale che ci caratterizzano ormai da anni».

In questo contesto è nata la campagna di ricerca e di raccolta “Confini. Ridisegniamo gli spazi ai tempi del Coronavirus”. «L’idea è stata quella di scattare una sorta di istantanea del momento presente, per capire come le persone e le comunità hanno affrontato la quarantena, quali provvedimenti sono stati presi anche a livello locale, qual è stato l’impatto sulle famiglie e le diverse generazioni». Per lavorare in connessione con le tematiche trattate finora, l’équipe ha scelto di documentare la pandemia a partire dal tema dei confini e delle barriere rimarcate e reinventate anche dal COVID-19.

Il Museo ha chiesto al proprio pubblico di raccontare la vita quotidiana, che cosa ha fatto per trascorrere il tempo in casa, quale limitazione è pesata di più, chi è stato vicino e chi lontano. Da più parti sono giunte immagini, racconti, video, oggetti particolarmente rappresentativi di come è stata vissuta la quarantena a Frossasco, nel pinerolese ma anche in diverse altre parti del Piemonte.

Con questo materiale è stata allestita, con il patrocinio del Comune di Frossasco, la mostra “Confini. Ridisegniamo gli spazi ai tempi del Coronavirus” che sarà inaugurata sabato 4 luglio alle ore 17 nel giardino del Museo e sarà visitabile fino a domenica 9 agosto, durante gli orari di apertura.

Tra il materiale esposto anche alcuni scatti di Patrizio Righero, direttore di Vita diocesana pinerolese, e del fotografo Walter Molinero. I due co-autori, entrambi frossaschesi, hanno condiviso con il Museo le immagini da loro raccolte durante la pandemia: scorci e ritratti di insolita quotidianità nei negozi, nei mercati, nelle strade e nelle chiese.

Per info: e-mail: info@museoemigrazionepiemontese.orgwww.museoemigrazionepiemontese.org