Frossasco. Sabato 26 novembre scorso un convegno sulla viticoltura del pinerolese La domanda posta a titolo del convegno era impegnativa (“Quale futuro per il vino del pinerolese e della provincia di Torino?”), ma l’intento degli organizzatori, in primis La Bottega del Vino di Frossasco, era di sollecitare e raccogliere suggerimenti, indicazioni, anche criticità per pensare e agire sul futuro della viticoltura, anche marginale come può essere quella delle aree della provincia di Torino. E diversi da più parti sono stati i contributi avanzati dai presenti alla mattinata, che si è sviluppata in una buona occasione di confronto. L’iniziativa si è tenuta presso il Museo del Gusto di Frossasco sabato 26 novembre secondo un progetto condiviso dalla Bottega del Vino con la Camera di Commercio di Torino, la scuola Malva Arnaldi di Bibiana, l’Istituto di Virologia Vegetale, la città di Pinerolo, il Museo del Gusto, la Regione Piemonte e la Provincia di Torino. Il convegno è partito del progetto di valorizzazione e conoscenza della viticoltura pinerolese avviato con l’esposizione ampelografica di fine settembre a Palazzo Vittone, omaggio alla prima mostra realizzata 130 anni fa, nel 1881. Tre ore di buon lavoro, articolato e ricco di suggerimenti e motivi di considerazione e riflessione diversi riferiti al lavoro in vigna, al ruolo delle istituzioni, alla creazione e rafforzamento delle reti di collaborazione, la necessità di far conoscere e valorizzare le produzioni di montagna, l’opportunità di fare delle scelte coerenti, la qualità sulla quantità, vino in bottiglia e vino da consumare tutti i giorni, questi alcuni dei risultati raccolti dal presidente della Bottega, Luigi Bosio, che ha aperto e chiuso esprimendo soddisfazione per come si è sviluppato il tema del futuro del vino dell’area pinerolese: «Con questo appuntamento non abbiamo mirato a individuare soluzioni univoche, piuttosto a far dialogare e creare un confronto utile a tutti coloro che operano nel settore della viticoltura, che può costituire una opportunità turistica, culturale ed economica per le nostre terre di pianura e di montagna». Franco Cuccolo, presidente del Museo del Gusto e primo cittadino di Frossasco, ha illustrato l’esperienza in corso per la realizzazione di un “vino quotidiano”, prodotto dai vigneti di Frossasco e da proporre al consumo a tavola tutti i giorni, questo secondo l’interesse a far riapprezzare il vino non solo come esperienza di gusto, ma come alimento. Il convegno, nella conduzione dinamica a cura delle giornaliste Alessandra Maritano e Piera Genta, ha dato ampio spazio al confronto interattivo con i produttori; diversi i viticoltori del pinerolese che hanno portato il loro contributo, da Valerio Raviolo (dell’azienda vitivinicola Le Marie di Barge), a Giuliano Coutandin e consorte (dell’azienda Coutandin di Pomaretto), a Paolo Dora di Frossasco, a Claudio Rivoira (della Cantina del Pinerolese), a Agostino Tarditi (presidente del Consorzio di Tutela e Valorizzazione delle Doc del Pinerolese), a Franco Bronzat (esperto conoscitore delle varietà minori, storiche e desuete). Molto apprezzata la presenza di Franco Agliodo (assessore al Lavoro e Commercio del Comune di Pinerolo) che ha parlato della «necessità di fare scelte coerenti e dell’opportunità di lavorare, di far muovere il territorio in modo omogeneo verso un comune interesse». L’incontro-convegno sarà documentato su cd e sarà disponibile gratuitamente, su richiesta direttamente a info@museodelgusto.it oppure info@bottegadelvinofrossasco.it

A.Maritano Il brindisi beneaugurante che ha concluso i lavori del convegno