Analizzare attentamente il rischio idrogeologico, gestire le risorse idriche in modo integrato e riqualificare le zone che hanno bisogno di intervento sono gli obiettivi del “Contratto di fiume” del torrente Pellice, di cui si è chiusa recentemente la raccolta firme. Gli attori pubblici che hanno sottoscritto (digitalmente per via del covid19) il “contratto” sono la Città metropolitana di Torino, la Regione Piemonte, l’Unione Montana del Pinerolese e i comuni di Bobbio Pellice, Bricherasio, Campiglione Fenile, Cavour, Garzigliana, Luserna San Giovanni, Lusernetta, Osasco, Pancalieri, San Secondo di Pinerolo, Torre Pellice, Villar Pellice, Villafranca Piemonte e Vigone. Tra i soggetti privati Smat, CIA Agricoltori delle Alpi, Coldiretti Torino, Confagricoltura Torino, Politecnico di Torino, Studio Rosso Ingegneri Associati e l’Associazione per la Tutela degli Ambienti Acquatici e l’Ittiofauna.

Il Pellice dal guado Castellazzo-Babano

L’assessore regionale all’ambiente, Matteo Marnati ha commentato: «I nostri corsi d’acqua hanno bisogno di misure strutturali pianificate, concordate e corali, non di interventi emergenziali e il Contratto di fiume è lo strumento che permetterà il raggiungimento di questi obiettivi».

«Siamo pronti a iniziare la fase operativa il prima possibile – ha sottolineato il consigliere delegato all’ambiente della città metropolitana di Torino, Barbara Azzarà -. Solo attraverso un lavoro comune sul territorio si possono contrastare gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici e i danni causati dalla recente alluvione che ha investito la nostra Regione».