Nel pomeriggio del 18 aprile i Guardia-parco delle Aree Protette delle Alpi Cozie hanno liberato nei boschi di Oulx un astore. Si tratta della conclusione positiva di un’operazione di salvataggio del 30 marzo giorni fa. Il rapace (Accipiter gentilis) aveva probabilmente sbattuto contro una vetrata o un altro ostacolo, abbagliato o disorientato, ma non aveva riportato lesioni gravi o fratture. Era stato recuperato dagli stessi guardia-parco su richiesta del C.A.N.C. (Centro Animali Non Convenzionali) di Grugliasco, al quale era stato affidato al più presto. La radiografia ha certificato una lussazione dell’articolazione dell’ala destra che è quindi stata bendata per venti giorni. Le cure, il riposo, l’alimentazione regolare e soprattutto la dedizione e la competenza dei veterinari del centro hanno rimesso in forma il falco. Quando ha cominciato a svolazzare liberamente e a nutrirsi da solo all’interno delle voliere di riabilitazione, i sanitari hanno avvisato il servizio di vigilanza dell’ente Parco che ne ha organizzato velocemente la liberazione (a nessun guarito piace rimanere ancora in ospedale quando è pronto per essere dimesso…).

Foto di Luca Giunti

I guardia-parco hanno scelto con cura la zona del rilascio: poco disturbata, lontana dal territorio di un’altra coppia di astori nidificanti, con una visuale abbastanza ampia ed alta per agevolare il primo volo e anche per individuare rapidamente l’astore nel caso in cui fosse ricaduto a terra e si rendesse necessario ricatturarlo, comunque poco distante dal luogo dell’incidente. Ben protetto in una scatola di cartone forata, lo hanno trasportato con un bastino fino alla piana di San Domenico e, dopo le fotografie di rito, lo hanno lasciato andare. Il falco ha gridato ed ha subito lasciato le mani del guardia-parco volando sicuro e infilandosi velocemente al riparo del bosco, suo habitat d’elezione. Come già accaduto durante le manovre di recupero, gli agenti di vigilanza hanno operato seguendo scrupolosamente le disposizioni di sicurezza contro un eventuale contagio da virus. Non è semplice maneggiare animali selvatici con guanti e mascherine, ma la soddisfazione per il lieto fine, almeno in questa occasione, ripaga di ogni disagio.

Foto di Luca Giunti

Oltre all’astore, sempre il 30 marzo anche un giovane cervo, caduto nella Dora a Bardonecchia, ha richiesto l’intervento dei guardia-parco, purtroppo presentava fratture inguaribili e non è stato possibile salvarlo mentre il piccolo falco è tornato a volare libero nei cieli delle Aree Protette delle Alpi Cozie.

CS