19 Marzo 2012
Luserna Alta. Suor Gabriella Borgarino ritorna in chiesa
La cappella delle suore di San Vincenzo de’ Paoli diventa santuario della valle “Provvidenza divina del cuore di Gesù provvedeteci”. Con questa preghiera si è animato di una piccola folla il silenzioso parco della Casa Immacolata delle suore Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli, venerdì 9 marzo a Luserna Alta. L’occasione speciale è stata la traslazione delle spoglie della serva di Dio suor Gabriella Borgarino, che dal 1959 riposavano in una cappellina del giardino. Suor Gabriella, originaria di Boves, ha vissuto l’ultima parte della sua vita nel convento di Luserna Alta, dove è deceduta nel 1949 in odore di santità. Durante la guerra scriveva migliaia di bigliettini con la giaculatoria che Gesù stesso le aveva insegnato. Alla presenza di una rappresentanza degli studenti del Seminario missionario diocesano (neocatecumenale) “Redemptoris Mater” attiguo al convento vincenziano, di alcuni fedeli della parrocchia di San Giacomo, della madre visitatrice provinciale delle suore di San Vincenzo, Maria Pia Bertaglia, e del sindaco di Luserna San Giovanni, Livio Bruera, il nostro vescovo Pier Giorgio Debernardi ha dato il via alla piccola processione che ha accompagnato l’urna delle reliquie dalla dimora nel parco alla cappella del convento che per l’occasione è stato rinominato “Santuario della Medaglia Miracolosa”. Il primo santuario nella Val Pellice. Durante la funzione, nella quale il cancelliere diocesano, don Giorgio Grietti, ha letto alcune testimonianze della serva di Dio, è stato annunciato che il processo di beatificazione non si ferma ed è già al vaglio un presunto miracolo attribuito alla suora vincenziana, per il quale presto potremmo venerarla col titolo di beata. Tutti i presenti hanno resto omaggio alla piccola bara prima che fosse sistemata definitivamente nella nuova sede. Il vescovo ha poi sottolineato l’importanza di un santuario nella valle, che sia centro vivo di spiritualità. Suor Maria Pia ha richiamato il significato del dono (la cappella del convento è stata regalata alla diocesi di Pinerolo) e ha concluso: «suor Gabriella è stata un esempio di umiltà. Nel silenzio con tanta semplicità ha servito Cristo nei poveri. Noi siamo contente che questo esempio attragga vocazioni a servizio dei poveri. Riguardo il dono della chiesa alla diocesi: nulla chiedere nulla ricusare. Un dono esiste per essere passato perché altri lo possano godere».

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