Ha preso il via nel pomeriggio dello scorso 2 aprile (e continuerà martedì 9 aprile dalle 15 alle 18) il Seminario annuale che Coldiretti propone agli insegnanti delle scuole, ai genitori rappresentanti di classe e commissioni mensa nella sede della Centrale del latte d’Italia (con la cui collaborazione si svolge l’iniziativa) in via Filadelfia 220, Torino. Al centro dell’attenzione “L’alimentazione del futuro è già qui. Dallo studio del bioma umano le indicazioni per una vita sana” .

La Centrale del Latte di Torino, dove si svolge il seminario

Fabrizio Galliati, presidente di Coldiretti Torino, spiega: «Noi conviviamo tranquillamente in simbiosi con batteri ed altri microrganismi. Circa 1,5 kg del nostro peso corporeo è costituito dal nostro microbiota (cioè l’insieme dei microrganismi con cui conviviamo), che interessa soprattutto il nostro intestino, la pelle, l’apparato orofaringeo e quello genitale. Dalla varietà e vivacità del nostro microbiota dipende la nostra salute e il nostro benessere». L’aspetto che riguarda l’alimentazione è dato dal fatto «che solo il 40% del nostro microbiota è stabile nel tempo, mentre il restante 60% è deciso da noi, ogni giorno, con le nostre scelte alimentari. Ecco perché il consumatore deve capire che il cibo che fa bene è un cibo vivo, vario e naturale e che è molto più facile che un cibo conosciuto e di prossimità abbia queste caratteristiche rispetto ad un cibo indistinto».

Il presidente di Coldiretti Torino, Fabrizio Galliati, impegnato in una conferenza

Il presidente sottolinea il significato del seminario: «Il rapporto di collaborazione che da decenni Coldiretti sta intrattenendo con il mondo della scuola rappresenta un cardine imprescindibile per la realizzazione di uno dei propri obiettivi fondamentali: trasmettere alle giovani generazioni, attraverso l’insostituibile mediazione degli insegnanti e dei genitori, la conoscenza concreta delle attività agricole e del paesaggio rurale e i principi di un corretto e sano stile di vita e di alimentazione nel pieno rispetto dell’ambiente che ci circonda. E questo in fondo chiediamo a tutti quanti esercitano una funzione educativa: dateci una mano a far comprendere alle nuove generazioni e alle loro famiglie che il lavoro nei campi svolge una funzione determinante di salvaguardia del paesaggio e della cultura del buon vivere e del buon mangiare che rendono unico il nostro Paese. Noi, da parte nostra, siamo ben felici di fare delle nostre fattorie un’aula».