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Cultura  

Torino. Il 18 marzo una conferenza di mons. Savarino sui ministeri nella chiesa

Torino.  Il 18 marzo una conferenza di mons. Savarino sui ministeri nella chiesa

18 marzo 2015

Questa sera alle ore 21 presso la Chiesa della Misericordia in via Barbaroux 41 a Torino, l’Arciconfraternita della Misericordia organizza la conferenza “Il popolo di Dio nella Lumen Gentium e nel Magistero”, appartenente al ciclo di conferenze dal titolo “…Divisiones ministrationum sunt, idem autem Dominus” Ministeri, laicato e Popolo di Dio nella Chiesa cattolica.

La conferenza di mercoledi 18 marzo è tenuta dal monsignor Renzo Savarino, docente di Storia della Chiesa presso la Facoltà Teologica di Torino, che tratterà il tema della ministeri nella Chiesa cattolica.

Tra i documenti emanati da Concilio Vaticano II, la Costituzione dogmatica Lumen Gentium costituisce per il magistero della Chiesa e per la sua attività un testo di straordinaria importanza.
Esso rappresenta la continuità con il Concilio precedente, che – com’è noto – non poté terminare i suoi lavori a causa degli eventi che portarono alla presa di Roma e alla fine dello stato pontificio.

La sospensione impedì al Concilio Vaticano I di portare a compimento la formulazione della dottrina cattolica sulla Chiesa, che pure era stata in gran parte preparata. L’Assise si limitò alla pubblicazione della costituzione Pastor Aeternus.

La costituzione Lumen Gentium raccoglie quell’eredità, integrata – tra l’altro dall’Enciclica Mistici Corporis del 29 giugno 1943 – e la completa con tutti gli elementi di cui si serve la Rivelazione nel prefigurare e presentare il mistero della Chiesa.

La maturazione della magna charta del Vaticano II è stata lenta, faticosa, talvolta addirittura drammatica. Nel secondo periodo del Concilio un mese intero fu dedicato alle discussioni in aula del primitivo testo De Ecclesia. Anche se la valutazione fu complessivamente positiva, gli emendamenti proposti furono assai numerosi e alcuni anche di grande rilievo. Sulla falsariga delle indicazioni emerse dagli interventi dei Padri, fu elaborato un nuovo schema, in cui i quattro capitoli del precedente divennero otto sia per la suddivisione di due di essi, sia per l’aggiunta di altri due.

Lo schema in otto capitoli fu così quasi pronto, anche se non pochi emendamenti sono stati ancora introdotti per dare soddisfazione ai rilievi più significativi dei Padri conciliari. Alcuni emendamenti furono suggeriti direttamente da Paolo VI.

L’impostazione della Costituzione Lumen Gentium è tutta positiva; tutta preoccupata del Mistero considerato in se stesso, delle ricchezze in esso contenute e che dovevano essere offerte al popolo fedele e al mondo perché divenissero spirito e vita.

Il primo carattere che emerge dall’esposizione del Concilio sulla Chiesa è la sua ispirazione biblica. E ciò porta all’esaltazione di un altro aspetto assai importante della ecclesiologia: quello della storia della salvezza.

Con questo metodo è resa più evidente la fedeltà del Vaticano II nel trasmettere il messaggio della Divina Rivelazione; la presentazione della verità risulta più efficace, più suadente, più piena di grazia. La Rivelazione, infatti, presenta il mistero della Chiesa essenzialmente nel mistero della redenzione: essa è la continuazione di quegli avvenimenti originari che hanno condotto e conducono l’umanità alla salvezza.

In questa luce biblica e in questa visione storica deve esser compreso il secondo capitolo della Costituzione, che è anche la chiave di tutta la sua prima parte: la Chiesa è il popolo di Dio; quel popolo che il Redentore ha raccolto da terre disperse, che lo Spirito vivifica nell’unità e che riconduce definitivamente al Padre.

Nella prospettiva della redenzione deve essere compreso anche il carattere sacramentale della Chiesa. Il Concilio recupera così il pieno e più vasto significato della categoria di sacramento e di mistero così familiare all’antico linguaggio dei Padri e al linguaggio perenne della liturgia.

La Chiesa si attua e vive i suoi momenti originari attraverso i sacramenti: per questo è il sacramento fontale della nostra salvezza, il segno, cioè, che trasmette alla comunità umana la parola di Dio che salva.

Anzi, in un certo senso essa stessa – la Chiesa – è questa Parola, diversamente formulata nel tempo e nello spazio, secondo le diverse esigenze dell’umanità, ma sempre immutata e immutabile. Tale dimensione profonda del mistero della Chiesa non coincide perfettamente con la sua struttura giuridica, ma ha la sua fonte originaria nella potenza operante dello Spirito Santo.

Ovunque è lo Spirito di Dio che opera l’unità, ivi è la Chiesa che sorge e prende vita. Le strutture giuridiche, anche quelle di origine divina, sono solo in funzione di questa vitalità essenziale della Chiesa, che è la salvezza in atto.

Sono queste considerazioni che hanno portato il Concilio a mettere in rilievo il ministero dell’episcopato e della gerarchia, come servizio offerto alla comunità degli uomini. A essa spetta originariamente il compito apostolico di diffondere e alimentare la vita dei figli di Dio per mezzo dell’amministrazione dei sacramenti e della predicazione della Parola, sotto la guida del Pastore eterno e del Suo Vicario, il Vescovo di Roma.

Come successori del Collegio degli Apostoli, i Vescovi hanno la cura pastorale del regime della Chiesa universale in una profonda unità di disciplina, di fede, di speranza e di carità con il loro Capo: il successore di Pietro.

Lumen Gentium considera nella stessa luce la natura dei laicato, che nella Chiesa non rappresenta una parte passiva o accidentale, ma è un aspetto essenziale della sua vita e della sua missione.
L’inserimento della forza di salvezza in tutte le dimensioni della creazione e della storia non può avvenire senza la presenza attiva dei laici.

Dove questi vengono meno, la Chiesa è messa in condizione di non poter espletare in tutta la sua pienezza la missione affidatale. Questa concezione di Chiesa, presenza visibile dello Spirito e non solo societas perfecta, ha offerto l’opportunità al Concilio di esaltare il ruolo della Madonna, Madre della Chiesa. Il titolo non è stato usato nella Costituzione, che invece ne ricorda vari altri, tra cui quello di Mediatrice.

I Padri conciliari, tuttavia e tutti i presenti alla conclusione della terza sessione del Concilio, hanno espresso il loro consenso, tributando una calorosa ovazione al Papa Paolo VI, quando questi ha solennemente attribuito a Maria il titolo di Madre della Chiesa.

L’entusiastica approvazione è sembrata riecheggiare nella solenne cornice della Basilica Vaticana come l’eco di esultanza del popolo cristiano, che nel 431 a Efeso, portò in trionfo i Padri dopo la proclamazione di Maria theotocos: Madre di Dio.
La Costituzione Lumen Gentium fu approvata da 2156 Padri il 21 novembre 1964 con 2151 voti favorevoli e 5 contrari.

Gli incontri, uno al mese fino a maggio 2015, secondo il calendario qui sotto riportato, sono ad ingresso libero e con inizio alle ore 21.

Calendario delle prossime conferenze

Mercoledì 15 aprile 2015, alle ore 21.00
L’impegno del laicato nella Chiesa. Testimonianze
(primo incontro)

Mercoledì 20 maggio 2015, alle ore 21.00
L’impegno del laicato nella Chiesa. Testimonianze
(secondo incontro)

Per informazioni telefonare al numero: 011.812.32.97
E-mail: info@arciconfraternitadellamisericordia.it
www.arciconfraternitadellamisericordia.it

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