Gli assessori regionali a Sanità e Welfare e i rappresentanti dei gestori delle Rsa piemontesi hanno siglato un nuovo protocollo d’intesa sulla gestione post-emergenza delle Rsa.

 

Un nuovo protocollo d’intesa sulla gestione post-emergenza delle Rsa è stato siglato il 10 maggio tra gli assessori regionali alla Sanità e al Welfare e i rappresentanti dei gestori dei presidi delle Rsa piemontesi.

Alle RSA personale non stabilizzabile

Nel documento si parla della possibilità di ricollocare presso la rete dei presidi socio-sanitari accreditati con la Regione Piemonte il personale sanitario assunto per la pandemia non stabilizzabile nel Servizio sanitario pubblico, oltre che sull’adeguamento delle tariffe all’indice di inflazione, sulla semplificazione e maggiore appropriatezza delle procedure di accesso alle strutture dopo la valutazione geriatrica e sull’adeguamento delle modalità di riapertura dei presidi alle mutate condizioni pandemiche.
Per gli assessori alla Sanità e al Welfare l’accordo segna una nuova fase nei rapporti tra la Regione e le organizzazioni datoriali in merito alla residenzialità degli anziani, nell’ambito del graduale ritorno alla normalità delle strutture socio assistenziali.

Nuove possibilità di assunzione

Ai 1.137 professionisti sanitari e socio-sanitari che la normativa nazionale consentirà alla Regione di assumere a tempo indeterminato con fondi propri, sono circa duemila le ulteriori assunzioni, sempre di medici, infermieri e operatori socio sanitari, che potrebbero aggiungersi prendendo la via delle Rsa. Un risultato di generale rafforzamento degli indispensabili presidi di assistenza geriatrica sul territorio, ai quali la Regione, negli altri due punti dell’accordo, intende garantire il proprio impegno per adeguare le tariffe all’indice di inflazione e per facilitare l’incontro fra gli ospiti delle strutture e i loro famigliari, facendosi portavoce di queste istanze nelle competenti sedi istituzionali nazionali, cosi come anche per la semplificazione delle procedure di inserimento degli anziani nelle stesse strutture.

Sbloccati gli adeguamenti all’inflazione delle tariffe riconosciute alle RSA

Il presidente della Regione Piemonte ha osservato che questa è una giornata importante, perché gli adeguamenti all’inflazione delle tariffe riconosciute dalla Regione alle RSA erano bloccati dal 2013.
Annunciata anche la prossima costituzione di un Bonus energetico da 2,7 milioni di euro per supportare le residenze in questa difficile situazione di rincari sui costi per l’energia. Il bonus di ristoro sarà ricavato da risorse già individuate e derivanti dai Canoni idrici versati negli scorsi anni. Parallelamente, attraverso la rimodulazione dei fondi FSE, sarà possibile prevedere uno stanziamento intorno ai 20 milioni di euro per realizzare una misura di sostegno economico destinato per contribuire ai costi di retta alle famiglie non coperte da convenzioni così da alleggerire le liste d’attesa e, soprattutto, aumentare i posto letto disponibili da occupare nelle Rsa.

L’intesa soddisfa le RSA

Soddisfazione per il raggiungimento dell’intesa è stato espresso dai rappresentanti delle associazioni dei gestori firmatari: «Questo accordo è importante per il nostro comparto – dichiarano congiuntamente i rappresentanti delle associazioni dei gestori firmatari dell’accordo -, in particolare perché riconosce  la necessità di fare fronte all’incremento del costo dell’energia e dei servizi sopportati dalle nostre imprese riconoscendo alle strutture l’adeguamento delle tariffe agli indici Istat di fine 2021. Questo consentirà di lavorare regolarmente anche nei prossimi mesi, chiudendo questa dolorosa doppia emergenza, che ha anche negato quella stabilità così importante per i nostri assistiti».

Alleviare il carico di lavoro sulle Rsa

«Quanto sottoscritto, inoltre – continuano i gestori -, consente di alleviare il carico di lavoro sulle Rsa partendo dalla constatazione che gli attuali 40.000 addetti non sono sufficienti a coprire la gestione dei 45.000 posti letto che vengono gestiti dalle strutture che rappresentiamo. Ecco perché le ulteriori 2.000 figure che potranno essere assunte in tempi rapidi, garantiranno al meglio la continuità lavorativa nelle Rsa, ora che l’emergenza Covid-19 frena, e anche il servizio sanitario nazionale deve poter tornare alla normalità. È una giornata importante anche per coloro che, pur senza una qualifica specifica, hanno lavorato nelle oltre 700 strutture che rappresentiamo durante la pandemia, offrendo con coraggio un contributo essenziale. Per loro si apre concretamente la possibilità di ottenere una qualifica professionale, che sul campo hanno già meritato».

Le organizzazioni firmatarie

Il protocollo è stato firmato dalle organizzazioni dei gestori
  • AGCI Solidarietà Piemonte (Giuseppe D’Anna)
  • AGeSPI Piemonte (Antonio Monteleone)
  • ANSDIPP Piemonte (Andrea Manini)
  • API Sanità Piemonte (Michele Colaci)
  • Confindustria Piemonte Sanità (Paolo Spolaore)
  • Confcooperative Federsolidarietà Piemonte (Maurizio Serpentino)
  • Legacoopsociali Piemonte (Barbara Daniele)