20 febbraio 2014

Torino – «Su segnalazione di numerose aziende agricole locali, ricadenti nella zona del Parco de La Mandria, nel territorio del comune di Druento e limitrofi, si registra un costante e continuo acinghialeumento di danni provocati da ungulati, in specifico cinghiali. Tali danni sono procurati ai prati e ai terreni seminati a grano». Comincia così la lettera che Michele Mellano, direttore Coldiretti Torino, ha spedito a Roberto Rosso, commissario del Parco de La Mandria, a Marco Balagna, assessore provinciale all’Agricoltura e a Carlo Vietti, sindaco di Druento.
«Per cercare di contrastare il fenomeno – prosegue Michele Mellano –, alcune aziende agricole locali si sono viste costrette a procedere con la recinzione dei fondi, attraverso un lavoro non indifferente e un esborso economico importante. E, spesso, anche questo rimedio si è rivelato non sufficiente a contrastare i danni. E’ ormai evidente che la popolazione di cinghiali in tale area è in continuo aumento con spostamento di animali, dalla zona interna del parco alla zona esterna, attraverso alcuni passaggi che si sono liberati in seguito alla rimozione di alcune paratoie di copertura di canali dell’acqua o in altri casi attraverso veri e propri passaggi che gli animali hanno realizzato per uscire dalla zona interna del parco».
Il direttore di Coldiretti Torino, precisa: «I danni che si riscontrato sulla cotica erbosa e sui seminativi sono già ben visibili e aumentano di giorno in giorno. Si rende quindi necessario attivare tutte le misure adatte per contenere e ridurre fortemente tale fenomeno, oltre che intervenire per evitare la fuoriuscita degli ungulati dalla zona interna del parco, ripristinando le coperture dei canali laddove queste sono state rimosse o spostate e, possibilmente, individuando le altre vie di uscita dalla zona interna del parco verso l’esterno. Si segnala inoltre che anche le aziende agricole che coltivano terreni del muro del parco riscontrano danni in aumento. Anche al fine di ridurre l’esborso economico per il pagamento degli stessi, è comunque necessario prevedere una forte intensificazione dell’azione di contenimento della popolazione di cinghiali al fine di ridurre i danni sia all’interno sia all’esterno dell’area del parco anche in considerazione del fatto che, a breve, inizieranno le operazioni di semina del mais e il rischio è che in quel momento i danni aumenteranno in maniera esponenziale se non si procede prima ad un’operazione di abbattimento».
«Coldiretti Torino è comunque a disposizione – chiude così la lettera Michele Mellano – per partecipare a un eventuale incontro che si rendesse necessario per approfondire meglio la questione. Coldiretti conferma la disponibilità a individuare tutte le azioni che si riterranno necessarie per ridimensionare e possibilmente risolvere la problematica che sta diventando sempre più delicata con il rischio che la situazione di forte tensione che si sta verificando sul territorio possa degenerare in fenomeni diversi di protesta o manifestazioni di altro tipo. La situazione di Druento e dei comuni vicini è comune a molte altre aree del territorio della provincia di Torino. La richiesta di Coldiretti è sempre la stessa: interventi tempestivi ed efficaci per fermare i selvatici».