Il pellegrinaggio del 1° agosto in cima al Rocciamelone con il vescovo di Pinerolo, Derio Olivero, è stato funestato da un incidente in cui ha perso la vita Franco Bernardi di Piscina.

 

La vittima dell’incidente, Franco Bernardi, è la persona più a destra

 

Un tempo magnifico, un’atmosfera raccolta e serena, un clima di fede, preghiera e amicizia, poi una disgrazia improvvisa e difficile da prevedere. Questa è la sintesi della giornata del 1° agosto al Rocciamelone in val Susa, dove il vescovo di Pinerolo, Derio Olivero, ha guidato l’annuale pellegrinaggio al Santuario dedicato alla Madonna delle Nevi a 3538 metri di quota.

 

La messa

Erano parecchi i fedeli dalla diocesi di Pinerolo, da Fossano e, una coppia, anche da Piacenza saliti ieri – 1° agosto – sulla vetta per la messa col vescovo Derio programmata per le 11. Nella messa, semplice e partecipata, il vescovo ha ricordato la bellezza del creato di questa alta montagna, l’antica devozione che circonda il Rocciamelone e la necessità nelle nostre esistenze di andare oltre l’adesso, arricchendo la vita di senso, di gusto. E prima di concludere la funzione col canto “Signore delle Cime, mons. Olivero ha citato una massima a lui cara: «Dopo un sacramento, per te inizia il primo giorno del resto della tua vita».

Una caduta mortale

Alcuni dei fedeli avevano pernottato al Rifugio Ca’ d’Asti, altri erano saliti direttamente in mattinata. Tra questi ultimi Franco Bernardi, pensionato di Piscina, che dopo le foto di rito sotto la statua della Madonna del Rocciamelone, percorrendo i pochi metri tra la vetta e il piazzale dove si trova il santuario, è caduto per qualche centinaio di metri nel dirupo e ha perso la vita.

L’intervento del custode Fulgido e del vescovo Derio

A raggiungere per primi il corpo di Franco Bernardi sono stati lo storico custode di Ca’ d’Asti, Fulgido Tabone, e il vescovo Derio. Quest’ultimo dopo aver benedetto la salma, l’ha vegliata in attesa dell’arrivo del Soccorso Alpino, nel frattempo avvisato dalle persone rimaste in vetta. I soccorritori, giunti con l’elicottero, hanno accertato la morte e recuperato il corpo e, successivamente, trasportato a valle una persona rimasta sotto choc sulla cima.

 

Preghiera, silenzio, incredulità

Le reazioni, di fronte all’incidente, in vetta sono state varie: qualcuno si è unito ad altri in preghiera, alcuni si sono messi a parlare, anche tra sconosciuti. Altri semplicemente sono rimasti in silenzio. Tutti i presenti hanno atteso sul piazzale del Santuario la conclusione delle operazioni del Soccorso Alpino, prima di iniziare – dopo le 15 – la discesa a valle. Il vescovo, dopo essere risalito, al Santuario ha confortato sia alcuni familiari di Bernardi presenti in vetta, sia altre persone – tra cui il custode Fulgido – rimaste più scosse dal drammatico evento.