Forse l’ondata di maltempo sta volgendo al termine. Restano però i disagi per i danni provocati in questi giorni al settore primario.
Il conto dei danni all’agricoltura per il maltempo, figlio dei cambiamenti climatici, ammonta a più di 14 miliardi di euro nel corso dell’ultimo decennio, tra produzione agricola nazionale, strutture e infrastrutture rurali: è quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti che evidenzia la devastazione provocata dalle acque nelle campagne, dal Piemonte alla Liguria, dalla Calabria alla Campania.
Terreni allagati, serre e vigneti distrutti, coltivazioni di cereali perdute, ma anche frane e aziende isolate per strade interrotte e mancanza di luce: questa la situazione piemontese dove il maltempo ha colpito soprattutto la provincia di Alessandria, Asti, Cuneo e Torino.
Fabrizio Galliati, presidente Coldiretti Torino, commenta: «Un fine settimana disastroso, dopo già settimane di pioggia continua che sta provocando lo sgretolamento delle strade e delle infrastrutture. Nei terreni agricoli la pioggia sta compromettendo le semine autunnali. Nelle province piemontesi più colpite, infatti, i tecnici Coldiretti sono all’opera per la conta dei danni, per supportare gli agricoltori e per aiutare coloro che si trovano in zone isolate, oltre a collaborare con la Protezione civile».
Michele Mellano, direttore Coldiretti Torino, aggiunge: «Per non rincorrere l’emergenza, servono interventi strutturali: la realizzazione di piccole opere di contrasto al rischio idrogeologico; la sistemazione e pulizia straordinaria degli argini dei fiumi; progetti di ingegneria naturalistica; un piano infrastrutturale per la realizzazione di invasi, con la regia dei Consorzi di bonifica, che raccolgano l’acqua piovana che oggi va perduta e la distribuiscano quando necessario. L’eccezionalità degli eventi atmosferici è diventata la norma anche nei nostri territori tanto che siamo di fronte a una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di eventi estremi, con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense con il rapido passaggio dal sole al maltempo».
Anche la Cia (Confederazione italiana agricoltori) alza un grido d’allarme per bocca del presidente regionale Gabriele Carenini. «Quanto sta avvenendo in queste ore dimostra come il Paese abbia necessità di un piano organico per la manutenzione del territorio, una partita che si gioca in primo luogo sulla pelle degli agricoltori. L’agricoltura sta pagando un prezzo altissimo per gli eventi alluvionali di questi giorni. Ci sono aziende che hanno perso tutto e altre che si vedono compromesse le semine, con seri problemi anche sotto il profilo della necessità di rispettare la rotazione delle coltivazioni. Nel bene e nel male, gli agricoltori sono gli interlocutori più vicini a Madre Terra e non possono più essere ignorati nel momento di decidere le ormai improcrastinabili politiche di tutela dell’ambiente. Cia Agricoltori italiani, a maggior ragione anche in Piemonte, tenuto conto dei gravissimi danni subiti da questa regione, intende richiamare l’attenzione sul progetto “Il Paese che vogliamo”, attraverso il quale propone appunto il coinvolgimento diretto degli agricoltori negli interventi di custodia e promozione attiva del territorio. Chiediamo che la politica ci ascolti, che discuta con noi le proposte che riguardano non soltanto l’agricoltura, ma tutto il Paese».