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Il bosco parlante

Il bosco parlante

Lodovico Marchisio racconta l’esperienza vissuta il 13 luglio 2025 grazie L’Angelino (Luigi Angelino), porta e artista, nel bosco di Trucetti di Valgioie.

Chi afferma che le piante non comunichino tra loro non si è approfondito sul fatto che per reagire agli input del proprio ambiente, le piante si esprimono attraverso varie parti: radici, stelo, foglie, fiori e frutti, solo che lo fanno (invece della trasmissione di segnali attraverso un sistema nervoso come il nostro) con un sistema di tipo “idraulico”, come afferma Simon Gilroy, professore di botanica presso l’Università del Wisconsin, a Madison).

Nel sussurro infinito della natura, quando il cuore smette di ansimare e raccoglie i flussi benefici del silenzio che sussurra le parole dell’ambiente che lo circonda, ecco ove si fondono la poesia con la realtà e si comprende come le piante e i rami utilizzino ultrasuoni, segnali chimici, fisici ed elettrici per comunicare e interagire tra loro e con l’ambiente circostante.

Un altro modo ancora di cogliere la fragranza del benessere ricavato da un mondo immobile che a suo modo si sposta, è l’impollinazione che con la complicità del vento e dei piccoli “esserini” alati che popolano la foresta, trasporta dei granelli di polline dalla parte maschile a quella femminile dell’apparato riproduttivo delle piante che producono semi… così vive e si popola un bosco!

Ma vi è ancora un altro modo per comunicare con le piante attraverso la voce più potente di tutte e cioè quella del cuore che non si smentisce mai, perché essa è in grado, nel silenzio più assoluto del bosco, di percepire gli umori del vento che trasporta i sospiri delle foglie che si staccano suo tramite dalla madre pianta.

Successe quindi nel “bosco parlante”, come ho amato definirlo, sito in zona Trucetti di Valgioie, che anni fa in un giorno qualunque un neopensionato assorto nei quotidiani pensieri intercetti un sentiero che ha il suo inizio proprio dove finisce l’abitato di Modoprato.

Successe poi che l’osservare quell’erta dal basso, fiancheggiata dagli alberi che incrociano i propri rami a formare una volta, diventi per il nostro visitatore uno stimolo nel proseguo del cammino, e che quella porzione di cielo azzurro che appare in fondo, abbia un magico potere attrattivo, quasi un invitante richiamo della montagna a mostrar le sue bellezze.Il nostro personaggio a questo punto ebbe le idee ben chiare sul da farsi e cioè riportare su tabelle di legno le sensazioni provate e qualche sua poesia e prose, utilizzando solo legno di recupero e non intagliando nessuna pianta, ma pirografandone i testi nel totale rispetto della natura.

Poi distribuirà lungo i fianchi del sentiero, ridonando nuova vita a questi legni e sarà come ricamare gli orli di un tappeto anche se più d’uno “gemono” come ll bosco che da allora li ospita, esprimendo il dolore e un monito alle guerre mai finite che come focolai maledetti continuano ad ardere sul nostro pianeta. Il neopensionato citato e compositore delle opere è Luigi Angelino, in arte “L’Angelino” che domenica 13 luglio dalle 16 in poi, intitolando il suo invito scritto: “Rime tra i boschi” ci ha condotti in questo “bosco parlante” che è il “Sentiero delle poesie in cammino” , percorso poetico da lui realizzato, che dopo circa 30 minuti di cammino ci ha condotti al pianoro sottostante il Belvedere di Combravino al Belvedere di Modoprato… con vista meravigliosa sui laghi d’Avigliana e le montagne circostanti.

Giunti al Belvedere con tavolo e panca in legno imbandita per un rinfresco composto da cibi e bevande offerte dagli organizzatori, vi è stato il gran finale con la lettura da parte dell’oratore e attore teatrale Alessandro Piron di alcune poesie di “L’Angelino” presenti sul sentiero e a seguire la recitazione in presenza dei poeti e poetesse Lea Giacone, Gian Battista Argenziano e Tiziana Mascarello con i commoventi canti di montagna vocalizzati dalla corista Roberta Maffiodo che hanno concluso quest’indimenticabile giornata.

Lodovico Marchisio (foto e testo)

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