In Italia si sta verificando un’escalation dei danni, delle aggressioni e degli incidenti con il numero dei cinghiali che ha superato abbondantemente il milione. Il Piemonte non è immune, tanto che sono sempre più frequenti casi di cinghiali che giungono nei centri abitati cittadini.

«La Regione Piemonte ha approvato una nuova delibera per il contenimento dei selvatici, che introduce modifiche a quella dello scorso dicembre, stante anche il parere fornito dall’Ispra». Questo ha affermato l’assessore all’Agricoltura Giorgio Ferrero, intervenuto nei giorni scorsi all’incontro organizzato da Coldiretti Piemonte, per affrontare la questione relativa al controllo della fauna selvatica.

Fabrizio Galliati, presidente di Coldiretti Torino, commenta: «Viene finalmente attribuito all’imprenditore agricolo, in qualità di titolare o conduttore del fondo, un ruolo centrale nell’azione di contenimento della fauna selvatica. Un risultato che, grazie a un costante lavoro, accoglie le proposte di ulteriore miglioramento della delibera approvata lo scorso mese di dicembre».

Infine, Michele Mellano, direttore di Coldiretti Torino, evidenzia: «Tra le novità più rilevanti, ora un proprietario o conduttore di un fondo, munito di regolare licenza per l’esercizio venatorio e adeguata formazione, potrà intervenire direttamente, anche come “tutor” di un altro proprietario o conduttore, nell’ambito del territorio su cui si attuano i Piani di contenimento. Trattandosi di azioni straordinarie, non sussiste l’obbligo di essere iscritto presso un Atc, Ambito territoriale di caccia o un Ca, Comprensorio alpino. Ora è importante che questa misura, insieme alle altre contenute nella nuova delibera, vengano prontamente recepite ed attuate dalla città metropolitana di Torino. E’ necessario agire con tempestività su tutti i territori e specificatamente nelle aree collinari e montane, dove l’agricoltura è più difficoltosa, e in alcune aree si sono già persi oltre la metà delle superfici coltivabili a causa dei selvatici».