9 Dicembre 2025
Avigliana. Nuova presentazione di Monti, Specchio di Luce
La Sala Consiliare di Avigliana il 4 dicembre 2025 ha ospitato la presentazione del libro: “Monti, Specchio di Luce” di Giorgio Bonino e Lodovico Marchisio.
Si è svolta una nuova presentazione dell’antologia di racconti, poesie e testimonianze Monti, Specchio di Luce a meno di una settimana dall’illustrazione dello stesso libro nella sede del CAI (Club Alpino Italiano) di Val Della Torre. Questa volta ad ospitare l’evento giovedì 4 dicembre è stata la Sala Consiliare del Municipio di Avigliana con sede in piazza Conte Rosso 8 nel centro storico della città.
Moderatore dell’incontro è stato il socio del CAI di Avigliana e del TCI nonché già Amministratore Comunale di Avigliana, Arnaldo Reviglio che, in apertura della serata, ha condiviso con i partecipanti la lettera di saluti della direttrice Piera Rossotti della Casa Editrice Tripla E (impossibilitata a partecipare all’incontro) e introdotto il tema centrale con una riflessione dello scrittore e alpinista Walter Bonatti: non smettiamo di fare escursioni perché si invecchia, ma si invecchia perché smettiamo di fare escursioni.
La serata è stata ricca di interventi di molti ospiti, che hanno presentato il tema della montagna in tutte le sue sfaccettature: da un profilo culturale, geografico e storico (in quanto teatro della battaglia partigiana), ad un livello puramente naturalistico, paesaggistico e suggestivo, fino ad evidenziarne l’aspetto sportivo (ambiente ideale per semplici camminate lungo stradine e sentieri e per attività più impegnative quali ferrate, arrampicate e discese con gli sci). Tra questi, hanno attivamente contribuito il medico e assessore alle Politiche Giovanili, Sport e Benessere del Comune di Avigliana Rossella Morra; il giornalista e direttore di Comunità Connesse Marco Margrita; la correttrice, guida del libro e moglie di Reviglio, Marina Portigliatti, il poeta, operatore museale e coautore Giorgio Bonino; la corista, fotografa Roberta Maffiodo; infine, l’immancabile autore e accompagnatore emerito del CAI Lodovico Marchisio; lo scrittore Claudio Cantore e il coautore Marco Spinato Presidente del CAI di Orbassano tra il pubblico, l’amico e socio CAI Giampiero Salomone, il responsabile del Parco Avventura Orma di Villar Focchiardo Salvo Giani.
L’incontro ha perciò dimostrato ancora una volta quanto Lodovico Marchisio sia un tenace costruttore di intenti e di reti: il numeroso gruppo di relatori sopra elencato è stato infatti da lui riunito per un proficuo confronto sulla montagna come luogo, spazio ed esperienza di resilienza.
Ognuno di questi interventi è stato congruo a mettere in risalto la passione per l’ambiente montano che, nello specifico, ha portato lo scrittore e alpinista Lodovico Marchisio e la moglie Roberta ad essere protagonisti, e dunque diretti testimoni della montagna-terapia: un rimedio naturale grazie al quale (rispettivamente affetti da Parkinson e depressione) sono riusciti a ritrovare se stessi e a mettersi in gioco con camminate, vie ferrate, percorsi attrezzati nei parchi avventura, fino alle discese con gli sci. In questo modo hanno dato prova diretta che i loro corpi, con tutte le difficoltà riscontrate, hanno reagito combattendo contro le rispettive patologie con onore e perseveranza e continuando a crederci con grinta e determinazione.
Nonostante l’indiscutibile difficoltà nell’affrontare il Parkinson, Marchisio è riuscito proprio così a trasformare questa patologia in un ulteriore stimolo favorevole per rimettersi in gioco. Malgrado la sua fragilità, Lodovico ha sfruttato tutta la sua esperienza da uomo di montagna. A questo proposito la serata è stata una preziosa occasione per l’affiatato pubblico di un contatto diretto con lui, che ha raccontato se stesso.
In particolare, il medico e assessore Rossella Morra, con il suo intervento ha portato testimonianza della sua remota conoscenza di Marchisio e della collaborazione con lui nei gruppi di cammino sui sentieri di Avigliana e territori limitrofi, con lo scopo benefico dell’attività fisica all’aria aperta a livello fisico, spirituale e anche sociale, se svolta in compagnia. La dottoressa Morra, inoltre, avendolo personalmente seguito nel suo percorso di malattia, ha potuto direttamente riscontrare i suoi prodigiosi miglioramenti sul piano clinico e psicologico dovuti al suo sconfinato amore per la montagna, all’attività fisica svolta e, nondimeno, dall’amore per Roberta suggellato con il matrimonio. Tutto ciò non è altro che un’ulteriore dimostrazione che la passione per lo sport, per la natura e per Roberta possono contribuire a determinare in sinergia una vera e propria guarigione a trecentosessanta gradi.
A seguire, il direttore Marco Margrita ha evidenziato la montagna in quanto questione filosofica e quanto il fatto di “vivere, stare e andare in montagna” generi un pensiero. A tal proposito, sono stati citati tre autori con rispettivi testi: Francesco Tomatis con Filosofia della Montagna; Paolo Costa con L’Arte dell’Essenziale: un’escursione filosofica nelle Terre Alte; Aldo Leopold con il suo invito e “provocazione” a pensare come una montagna. Con Tomatis, Margrita ha ricordato che la montagna insegna i limiti costitutivi dell’uomo e la possibilità di organizzare culturalmente una vita segnata dai ritmi naturali, grazie alla capacità di ascoltare in esso qualcosa di più grande, trascendente il volere umano. Riguardo Paolo Costa, Margrita ha condiviso un passo: Questi luoghi mi hanno consentito di sopravvivere a questo mondo, un mondo in cui ti perdi facilmente, che ti spinge a confondere ciò che è davvero essenziale per ciò che è superfluo e apparente. Un mondo capovolto, dove bisogna sempre avere un traguardo in più dove la serenità è, difficilmente, consentita. Relativamente a Leopold, con un parallelo riferimento a Julius Evola, Margrita ha messo in rilievo l’idea di “comunità profonda”.
A dare diretta testimonianza di quanto sopra riportato, sono state le proiezioni delle ferrate delle Peredrette, e di quella del Rouas (Melezet – Bardonecchia) percorse da Lodovico con la moglie Roberta, il figlio Walter ed un gruppo di amici a loro molto cari.
Tali proiezioni sono l’evidente dimostrazione di come una malattia degenerativa come il Parkinson possa “scomparire” con le camminate, le scalate e gli sci.
La serata è stata arricchita con la lettura di alcuni passi del libro, tra cui L’alba è un posto determinato, oltre è il viaggio, con il senso che ha la vita …, scritto da Roberta Maffiodo e da lei stessa letto e condiviso con il pubblico. Sempre Roberta, ha intrattenuto gli ospiti con la lettura della poesia del direttore di Vita Diocesana Pinerolese Patrizio Righero “Voglio vivere selvatico” e con il canto di alcune canzoni popolari sulla montagna per lei particolarmente significative: fra queste, Dio del cielo (versione per la pace), Montagne Addio e Il canto dei rocciatori.
Non meno importante è stato il contributo del poeta Giorgio Bonino che, dopo aver messo in evidenza l’importanza dell’arte della scrittura e della poesia, ha condiviso con il pubblico alcune delle sue poesie raccolte nel libro, tra cui Mani Amiche, La Luce che precede l’Alba, Pianura e Montagna.
Al termine dell’incontro ha avuto luogo l’immancabile confronto diretto degli autori con il pubblico, dando ad essi l’opportunità di condividere le proprie idee e curiosità, nonché di acquistare i testi in esposizione, arricchiti di autografi e dediche personalizzate.
A cura di Corrado Martinelli
Fotografie di Roberta Maffiodo e Claudio Cantore


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