7 Aprile 2012
Il nostro bel "paesone"
Pinerolo. Intervista a Ferruccio Garis, riconfermato presidente della Pro Loco Ferruccio Garis, classe 1941. Nato a Pinerolo, dove tuttora risiede. Sposato, ha una figlia. Si definisce «in pensione a tempo pieno» (era funzionario Fiat). È giunto al quinto mandato (biennale) consecutivo come presidente della Pro Pinerolo (in cui entrò nel 2002 in qualità di vicepresidente). È inoltre presidente (dal 1995) del moto-club “Gentlemen’s”, avente sede in città.
Quanti soci ha oggi la Pro Loco?
Circa 1200: sembra un numero alto, ma il grosso è dovuto alle agevolazioni che noi abbiamo per i tesserati (specialmente nel campo assicurativo), non alla partecipazione diretta della cittadinanza.
Quasi un decennio di presidenza alla Pro Pinerolo. Tentiamo un bilancio: quali i successi maggiori e quali i sogni non ancora realizzati?
Tra i successi, ne indico tre. Il primo è il fatto di essere riusciti, cinque anni fa, a ripristinare il Carnevale, festa che a Pinerolo ha sempre ottenuto grandi risultati. Il secondo è di aver impostato almeno un paio di manifestazioni che sono diventate patrimonio della città: “Sapori DiVini” e “Pinerolo in Bicicletta” (altra iniziativa che era stata soppressa e che noi abbiamo fatto sì che fosse riproposta). Il terzo successo è l’aver ottenuto dal commercio pinerolese parecchi sconti e agevolazioni per i nostri soci tesserati. Passiamo al negativo. Dopo le Olimpiadi, la città è cambiata: c’è molta più partecipazione fisica delle persone agli eventi, però manca ancora un coinvolgimento attivo nella vita della Pro Loco: tutti vogliono le manifestazioni, ma a patto che ad organizzarle siano altri…
A guardare gli eventi annuali, pare che alcuni paesi della pianura o delle valli siano ben più attivi di Pinerolo, in termini di iniziative e manifestazioni. Penso, in particolare, a Cavour. Pinerolo sembra un po’ “morta”, non trova?
No. E le spiego il perché. A Pinerolo si realizzano più eventi che a Cavour, ma quest’ultima ha un grosso vantaggio. Ogni Pro Loco dipende dall’UNPLI (Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia), che è stata fondata e portata avanti da Nanni Vignolo, originario proprio di Cavour. Quindi, è chiaro che UNPLI aveva “un occhio di riguardo” per Cavour. Poi, scomparso Vignolo, questo aspetto si è notevolmente smorzato. Basti pensare, però, che la sede regionale di tutte le Pro Loco si trova a Cavour. Certo, alcune Pro Loco della pianura o delle valli (Babano, Pomaretto…) organizzano più e meglio di Pinerolo, ma per altri fattori. Se proponiamo una “costinata” in piazza, a Babano è pieno di gente, a Pinerolo non viene nessuno. Questo perché i pinerolesi hanno la mentalità e le richieste della grande città, ma non i mezzi economici e finanziari: Pinerolo è una sorta di grande “paesone”.
E pare anche che non ci sia coordinamento tra i vari enti cittadini che propongono manifestazioni…
È proprio così. Un aspetto molto grave è che nella nostra città non esiste un calendario unico di tutte le manifestazioni. Nonostante molta buona volontà, c’è una dispersione enorme di energie e di risorse. Sono anni che ci battiamo, ma a Pinerolo è difficilissimo fare un calendario unico annuale: se ci sono cinque eventi nello stesso giorno nella stessa piazza, è perché cinque assessori diversi hanno dato i permessi. In un paese piccolo (come, per tornare sull’esempio di prima, Cavour), questo non accade. Ci va qualcuno, a livello di amministrazione, che dica: «non mi hai segnalato questa iniziativa per tempo? Non ti concedo il permesso». Inoltre, a Pinerolo manca un locale per fare eventi, dalla mostra alla conferenza. Esistono solo la nostra Saletta Mostre, il Salone dei Cavalieri (ma è gestito tra Comune e Azienda Turistica Locale, è un semi-privato), l’auditorium Baralis (ma dentro ci sono la Provincia e il liceo Porporato), altro non c’è. Il recente Palared è privato. O gli eventi li fai in piazza o non li fai. Oppure, come purtroppo è già accaduto, li organizzi al centro commerciale, che non è una sede adatta. L’auditorium di corso Piave sarebbe l’ideale: ci battiamo da tempo, ma invano.
In questi anni vissuti da presidente della Pro Pinerolo, come sono stati i rapporti con l’amministrazione comunale?
Sono stati sempre ottimi, da entrambe le parti. Noi della Pro Loco siamo un “cliente privilegiato” del Comune, pur costituendo solo uno dei tanti enti che organizzano manifestazioni in città. La Pro Pinerolo gode di un canale privilegiato nei rapporti con l’ente comunale, in quanto abbiamo lo stesso obiettivo di fondo: quello di favorire la città. Con il cambio di amministrazioni (io sono già alla terza: Barbero, Covato e Buttiero) non sono mutate le modalità di lavoro ma, secondo noi, è peggiorata molto (non per colpa dell’amministrazione specifica, ma per motivi più generali) la situazione delle norme legali. C’è sempre più burocrazia, alla quale noi della Pro Loco dobbiamo sottostare (anche se godiamo di un rapporto privilegiato con il Comune, non è che possiamo non compilare i documenti). Inoltre, c’è da tenere presente il fattore economico: rispetto a qualche anno fa, oggi i contributi pubblici sono ridotti al lumicino.
Da pochi giorni l’amministrazione comunale ha aumentato i parcheggi a pagamento nel centro cittadino (ritoccandone anche i costi e gli orari); piazza Vittorio Veneto è diventata “blu” per metà. Che cosa ne pensa?
Ritengo che, in ogni città, nel centro storico e nelle aree limitrofe dovrebbe essere proibita la circolazione dei mezzi, per creare una zona a portata di cittadino. Dove questo si attua, passato il malcontento iniziale, l’area diventa economicamente valida per tutti. A mio parere, a Pinerolo sono stati fatti troppi parcheggi a pagamento in un colpo solo. E noi, avendo la sede principale che affaccia su piazza Vittorio Veneto, ne risentiamo in prima persona.

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