12 Marzo 2026
Il C.I.S.S. Pinerolese lancia l'SOS sui fondi
Il C.I.S.S. di Pinerolo lancia l’allarme per 5,3 milioni di euro di fondi mancanti che rischiano di bloccare i servizi socioassistenziali entro maggio.
Mercoledì 11 marzo, il salone di rappresentanza del municipio di Pinerolo è diventato il palcoscenico di un grido d’allarme che scuote le fondamenta del welfare locale. Il C.I.S.S. (Consorzio Intercomunale dei Servizi Socioassistenziali) ha convocato una conferenza stampa d’urgenza per denunciare una paralisi finanziaria che rischia di interrompere i servizi essenziali entro il prossimo maggio.
Al tavolo, Monica Pecchio (presidente dell’assemblea consortile), Agnese Boni (presidente del CdA) e Lara Pezzano (assessore alle politiche sociali di Pinerolo) hanno delineato un quadro drammatico davanti a sindaci, sindacati e stampa.
I numeri del blocco: 5,3 milioni congelati
Il problema è duplice e riguarda sia lo Stato che la Regione Piemonte. Da un lato ci sono i Fondi Politiche Sociali 2025: l’assegnazione è avvenuta, ma il trasferimento di cassa è fermo, lasciando un buco di 3,6 milioni di euro. Dall’altro, la situazione più critica riguarda i Fondi Non Autosufficienza 2025-27: qui manca persino l’atto formale di assegnazione per 1,7 milioni, un vuoto burocratico che impedisce al Consorzio persino di chiedere anticipazioni bancarie.
Meccanismi inceppati e servizi a rischio
«Il Consorzio non ha finanze proprie ma solo derivate»
ha spiegato Monica Pecchio, sottolineando come l’assenza di assegnazioni formali impedisca l’accesso al credito. Il paradosso è che si parla di Livelli Essenziali di Prestazione (LEP), ovvero servizi che per legge devono essere garantiti.
Agnese Boni ha chiarito come il meccanismo tra Ministero e Regione si sia inceppato:
«L’ultima assegnazione risale al 2024. Per tutto il 2025 abbiamo lavorato senza fondi certi, facendo leva sulle quote dei Comuni e sulla scelta del Comune di Pinerolo di anticipare l’intera quota 2026».
Ma l’ossigeno sta finendo:
«Con questi conti, riusciremo a mantenere i servizi solo fino a maggio».
L’impatto sociale e occupazionale
Oltre al rischio per gli utenti (anziani e disabili in primis), la crisi minaccia i posti di lavoro degli operatori assistenziali, già bersaglio di tensioni sociali. I sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno espresso solidarietà, dichiarandosi pronti a mobilitarsi a livello regionale e anche nazionale per evitare che i tagli alla spesa pubblica partano proprio dal sociale.
L’appello alla solidarietà tra Comuni
Il sindaco di Pinerolo, Luca Salvai, ha chiuso l’incontro sottolineando il rischio che la questione sia percepita come uno scontro politico; ha invece invitato tutti i comuni del Consorzio che ne abbiano la possibilità a seguire l’esempio pinerolese, anticipando le proprie quote annuali per tenere in vita il sistema in attesa che la burocrazia romana e torinese si sblocchi.



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