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Città  

Giovanni Carena, l’artista dell’anima

Giovanni Carena, l’artista dell’anima

07 aprile 2015

Nato il 9 maggio 1915 ad Airasca e morto a Pinerolo il 15 novembre 1990. Cento anni dalla nascita e venticinque dalla morte. Queste le date che racchiudono la vicenda biografica e artistica di Giovanni Carena alla cui memoria la famiglia dedicherà nei prossimi mesi una serie di eventi.

Giovanni Carena si iscrisse all’Accademia Albertina di Torino ma non terminò gli studi a causa della guerra. Fu allievo e assiduo frequentatore dello studio del professor Enrico Paulucci. Fu anche maestro elementare, oltre che pittore e scultore.

Il suo disegno e la sua pittura si sono indubbiamente affinati ed evoluti con il passare del tempo, anche grazie alla continua ricerca che l’artista attuò dapprima su se stesso e poi su ciò che lo circondava. Egli non cercava oggettivamente “qualcosa” da rappresentare, piuttosto scavava nella sua anima ricordi e sensazioni che traferiva poi sulla tela.

Ed è proprio per questo che le sue tele sono una continua scoperta di un mondo meraviglioso e sconosciuto, una continua scoperta di ciò che c’è “dentro” le cose. «Egli è rimasto se stesso – ha scritto la nipote Ilaria – e qui è il suo vero, grande valore. Anche nelle sculture in bronzo o in legno, che ricava da nodosi tronchi scelti da lui personalmente, egli conserva un’impronta personalissima ed inconfondibile».

Il programma degli eventi proposti in occasione del centenario si apre ad Airasca, luogo della nascita dell’artista, e si concluderà a Pinerolo, luogo della morte. Quasi a ripercorrere un vissuto che si è snodato in questi territori e ha avuto a che fare per motivi diversi, artistici o personali, anche con Francia e Germania. La famiglia dell’artista ha coinvolto, per questo motivo, non solo i comuni di Pinerolo e Airasca ma anche le città gemellate di Gap (Francia) e Traunstein (Germania).

Ad accompagnare le esposizioni, come un completamento della memoria, vi sarà la biografia, scritta dalla nipote Ilaria: “Giovanni Carena: era mio nonno. Storie di vita di una famiglia”. Un libro sull’uomo Giovanni Carena, più che sull’artista. Righe che raccontano una vita segnata spesso dalla tribolazione, quella che lo ha ispirato però a creare opere eterne di sofferta bellezza, unico sfogo per l’animo.

Il programma delle celebrazioni

Il primo appuntamento è per giovedì 16 aprile ad Airasca con la mostra “Ritorno alle origini” che si concluderà domenica 19 aprile.
Da venerdì 8 a domenica 10 maggio a Gap (Francia) la mostra “Le peintre de Pinerolo”.

Sabato 30 maggio a Pinerolo: donazione alla Città presso la Sala di Rappresentanza del Comune.
Da mercoledì 7 a domenica 11 ottobre a Traunstein (Germania) la mostra “Der maler aus Pinerolo”.

Domenica 15 novembre a Pinerolo celebrazione eucaristica di suffragio a 25 anni dalla morte, nella chiesa cattedrale San Donato.
Da sabato 21 novembre a domenica 20 dicembre a Pinerolo: duplice mostra presso la Galleria Losano e la pinacoteca di Palazzo Vittone.

Per info: www.giovannicarena.it

R.R.

mostra Carena

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  • Dino says:

    Ho conosciuto Giovanni Carena a Vigone, quando era maestro elementare di mio faratello, di 2 anni più vecchio di me, negli anni 55 – 60. Per mio fratello, come per tutti gli allievi dell’allora meaestro Carena, fu una fortuna averlo come maestro e poi, terminate le scuole, come amico. Con gli allievi il maestro Carena applicava “ante litteram” quella che erano i dettami della “scuola attiva” quella che venne poi pubblicata negli anni successivi. Non so se Carena avesse già letto gli scritti del Dewey, ma dai racconti di mio fratello, fatti durante e dopo quegli anni, ne risultava, senz’ombra di dubbio che lui ottenesse l’attenzione, anzi, una forte parecipazione attiva degli allievi, proprio con il coinvolgimento che ne faceva con la sua pittura, ma non solo, con tutto il suo essere, stimolando gli allievi verso quelle attività che erano loro più congeniali, ma rivolte sempre verso la libera ricerca del meglio, del più funzionale, della bellezza, dell’arte e della conoscenza. In quella scuola si sono formati giovani che poi si sono occupati in lavori e professioni diverse, non tutti sono diventati grandi professori, ma tutti hanno dato tutto quello che potevano dare e, a mio parere, il loro successo fu dovuto a quella scuola. Tutti con la consapevolezza dei loro mezzi e la convinzione del possibile miglioramento di sè e degli altri che avrebbero potuto ottenere. Quello che secondo me avevano appreso da quella scuola che ha insegnato loro a crescere autonomamente anche dopo le scuole elementari. Grazie Carena.

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