Le precipitazioni cadute negli ultimi giorni in molti hanno richiamato alla mente i ricordi del nubifragio del novembre 2016. Per fortuna, almeno nel pinerolese, le conseguenze non sono state devastanti come allora.

Già nel pomeriggio del 23 novembre, a testimoniare in ogni caso la delicatezza della situazione meteorologica, l’allerta meteo per il rischio idrogeologico è passato da giallo ad arancione, mentre fin dalla mezzanotte era stata aperta la Sala operativa regionale per un continuo monitoraggio della situazione e le squadre AIB e di Protezione Civile avevano iniziato a pattugliare i vari territori.

Fortunatamente intorno ai 1500 metri di quota ha sempre nevicato (anche abbondantemente), così nei vari comuni della parte bassa della val Chisone non ci sono stati particolari problemi salvo qualche smottamento che ha portato alla chiusura di strade (a Pramollo vietato il transito sulla strada comunale per Ruata fino alle 7 del 25 novembre). Nelle zone più colpite nel 2016, grazie anche ai lavori di ripristino realizzati, non si sono segnalate particolari criticità.

Qualche problema in più si è presentato nella pianura -soprattutto per colpa del torrente Chisola (ma con l’indebolirsi delle piogge, la situazione è progressivamente tornata sotto controllo) – e a Luserna dove alcune famiglie sono rimaste parzialmente isolate (due case evacuate) e la stima iniziale dei danni è di almeno 500mila euro.

Foto di Claudio Bonifazio

Un po’ di confusione si è creata nel pomeriggio del 24 novembre, quando – complici i social network – si sono inseguite, ufficiosamente, le voci sulla chiusura l’indomani delle scuole. Valutate le diverse situazioni, i sindaci hanno fatto scelte diverse. La Città di Pinerolo ha deciso di chiudere sul territorio comunale solo le scuole superiori, mentre in Val Pellice si è scelto quasi ovunque (tranne che a Torre, Villar e Bobbio) di chiudere le scuole; lezioni normali invece in Val Chisone.