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Giovani  

Da Pinerolo a Brindisi per riflettere sull’annuncio alle nuove generazioni

Da Pinerolo a Brindisi per riflettere sull’annuncio alle nuove generazioni

Dal 31 maggio al 2 giugno, la delegazione della diocesi di Pinerolo ha partecipato a Brindisi al 29° Congresso nazionale di pastorale giovanile.

Da domenica 31 maggio a martedì 2 giugno si è svolto a Brindisi il 29° Congresso nazionale di pastorale giovanile dal tema “Vai e accostati”, che riprendeva l’icona degli Atti degli Apostoli di Filippo che si avvicina all’eunuco mentre legge il rotolo del profeta Isaia senza comprenderne il significato. Filippo si accosta a lui e, spinto dallo Spirito Santo, gli annuncia Gesù Cristo attraverso quel testo che l’eunuco stava leggendo. L’eunuco decide quindi di farsi battezzare e Filippo viene poi rapito dallo Spirito e portato altrove ad annunciare il Vangelo.Nel contesto di questo convegno si è ragionato proprio su quale debba essere la “postura” degli educatori nei confronti dell’annuncio rivolto agli adolescenti e ai giovani adulti. Questo perché sempre di più la nostra società occidentale e, nello specifico, quella italiana, ci dà l’idea che i giovani, anche quelli che frequentano la catechesi nelle nostre parrocchie, che arrivano ai gruppi giovanili e che continuano a vivere nei nostri ambienti ecclesiali, in realtà siano come persone che non hanno mai ricevuto neppure il primo annuncio. È quindi necessario pensare di ripartire, di rievangelizzare in questo senso, di riannunciare costantemente il kerigma, il cuore della vita della Chiesa, cioè Gesù Cristo risorto.Come fa Filippo con l’eunuco, occorre lasciarsi guidare dallo Spirito, accostarsi alle persone senza immaginare quali siano le domande che abitano il loro cuore, ma ascoltando quelle che realmente emergono. Nel caso specifico dei giovani, si tratta di ascoltare le loro domande, farle proprie, lasciarsi interrogare da esse e, attraverso queste domande già presenti nel loro cuore, arrivare a mostrare Cristo risorto, ad annunciare il kerigma e poi lasciare liberi, proprio come fa Filippo con l’eunuco.

Nel corso delle giornate sono stati moltissimi gli interventi. La domenica, in particolare, si sono susseguiti contributi di carattere sociologico, psicologico, educativo, teologico e pastorale. Sono intervenuti i due incaricati regionali della Puglia, regione che ospitava il congresso, Vito Panniello e don Davide Abascià, che hanno presentato la realtà pugliese e uno studio svolto sui giovani e sulla fede. Successivamente fratel Sabino Chialà, della Comunità di Bose, ha proposto una lectio sul brano degli Atti degli Apostoli scelto come icona del convegno. Tra gli altri interventi, particolarmente significativa è stata la presentazione della ricerca europea Open Generation da parte della psicologa Roberta Carta, dedicata al rapporto tra i giovani e la fede.

Il secondo giorno, dopo alcuni spunti introduttivi del mattino, i partecipanti si sono divisi in dieci laboratori dedicati a diversi temi legati al mondo giovanile: la vocazione, i social media, la famiglia, l’affettività, la vita di coppia, l’impegno sociale, il lavoro, il fallimento, la scuola e molte altre questioni. Lavorando in gruppi e confrontandosi con persone provenienti da tutta Italia, appartenenti agli uffici di pastorale giovanile diocesani e alle realtà religiose, si è cercato di riflettere insieme sulla vita dei giovani italiani a 360 gradi.

Nel pomeriggio i partecipanti sono stati ospitati nei vicoli di Bari, dove, attraverso alcuni laboratori, si è potuto constatare su come la Chiesa barese e quella pugliese in generale siano radicate nel territorio. La giornata si è conclusa con un momento di preghiera nella Basilica di San Nicola e, successivamente, con una serata di fraternità. Si è mangiato, si è ballato e si è fatto festa, perché lavorare insieme come Chiesa significa anche pregare insieme, celebrare insieme l’Eucaristia e condividere momenti di gioia.L’ultimo giorno è stato dedicato alle conclusioni e alla raccolta dei principali spunti emersi. Particolarmente interessante è stato un intervento dedicato alla crescente richiesta, nelle Chiese francese e tedesca, da parte di giovani adulti che desiderano accedere al sacramento del Battesimo. Si è riflettuto sul significato di questo fenomeno e sulle prospettive che esso apre per il futuro della pastorale.

Al convegno ha partecipato anche una delegazione della diocesi di Pinerolo, composta da Manuel Marras, incaricato di pastorale giovanile, e da quattro membri dell’équipe diocesana del Coordinamento di pastorale giovanile: Cristina Frairia, Andrea Ostorero, Elio Liberato ed Elisabetta Bertotto.

Manuel Marras

Foto Andrea Ostorero

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