Skip to Main Content

Città  

Pinerolo. Vito Mancuso ha inaugurato "In mare aperto"

Pinerolo. Vito Mancuso ha inaugurato

A Pinerolo il 28 gennaio 2026 il primo appuntamento del ciclo “In mare aperto” con Vito Mancuso, tra domande di senso, fede e libertà interiore.

Si è aperto mercoledì 28 gennaio a Pinerolo il ciclo di incontri “In mare aperto. Pluralità di orizzonti per (non?) credenti”, promosso congiuntamente dalla Chiesa Valdese e dalla Chiesa Cattolica di Pinerolo. Il primo appuntamento, ospitato in una sala “Bonhoeffer” gremita, è stato dedicato al tema “La ricerca spirituale” e ha visto come protagonista Vito Mancuso, tra le voci più note e discusse del panorama teologico e culturale italiano.

A introdurre la serata è stato il vescovo Derio Olivero, che ha richiamato il senso profondo del titolo del ciclo: “In mare aperto” come immagine di un cammino che invita a superare le sicurezze della riva per affrontare le grandi domande dell’esistenza, là dove credenti e non credenti condividono interrogativi comuni. Un’immagine che si colloca nel solco di un percorso ecumenico ormai consolidato e rafforzato, ha ricordato il vescovo, anche dal recente Patto di cammino comune tra le Chiese cristiane in Italia.

Il dialogo con Mancuso è stato condotto da Sabina Baral, impegnata da anni nel lavoro culturale della Chiesa Valdese, che ha posto al centro del confronto le sfide della spiritualità nel tempo presente. In una società segnata da secolarizzazione e frammentazione, la ricerca di senso non è scomparsa, ma assume forme nuove, spesso lontane dai linguaggi tradizionali delle Chiese. Da qui la domanda, rivolta all’ospite, sul rischio di una spiritualità “a consumo”, intesa come medicina occasionale per il benessere individuale.

Nel suo intervento, Mancuso ha rivendicato la legittimità di una ricerca spirituale che nasce dalla sofferenza e dall’esperienza concreta della vita, rifiutando risposte preconfezionate. La spiritualità, ha affermato, non elimina il dolore, ma aiuta ad abitarlo, offrendo strumenti interiori per attraversare il “mare aperto” dell’esistenza. Centrale, nella sua riflessione, la distinzione tra un io “minuscolo”, chiuso nell’ego, e un io “maiuscolo”, luogo interiore in cui si manifesta una traccia del divino, comune alle grandi tradizioni spirituali.

Il confronto non ha evitato i nodi più delicati del pensiero cristiano: il male, la sofferenza innocente, il senso della croce, il rapporto tra Scrittura e Parola di Dio. Temi affrontati con franchezza, senza cercare sintesi rassicuranti, in un clima di ascolto attento e partecipe da parte del pubblico.

La serata ha così confermato lo spirito del ciclo “In mare aperto”: non offrire risposte definitive, ma creare uno spazio condiviso di ricerca, dove il dialogo ecumenico diventa esercizio concreto di fiducia e di confronto sulle domande decisive dell’umano.

LASCIA UN COMMENTO  

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Visualizza l'informativa privacy. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *