«Già all’inizio del 2020 avevo in mente di dare il via ad alcune proposte pastorali utilizzando i social network. Diciamo che la pandemia sanitaria (che, citando il tiolo di un recente volume curato dal nostro vescovo, “Non è una parentesi”) mi ha praticamente costretto a farlo». Così don Massimo Lovera, parroco dello Spirito Santo a Pinerolo e vicario della Zona Urbana, racconta l’innesco della sua ormai collaudata (e molto apprezzata) pastorale online. «Il momento di svolta – racconta – è rappresentato dal prolungato lockdown dello scorso anno. Quando mi sono trovato a riflettere e ad interrogarmi su quali fossero le modalità di annuncio più adatte ed efficaci in quel drammatico periodo. La tematica del linguaggio è da sempre centrale nell’azione della Chiesa, perché può avvicinarci sia agli anziani che non escono più di casa, sia soprattutto ai giovani. Del resto, come afferma il nostro vescovo, “Una Chiesa che non parla ai giovani non parla a nessuno”: cioè, una Chiesa che non sia in grado di sintonizzarsi sul mondo moderno, è una Chiesa che purtroppo ha ben poco da dire… Sulla scia di papa Francesco, il quale sottolinea spesso la questione dello “stile” cristiano che entra nelle vene della storia, oggi il “potere” della parola va usato bene, tramite i mezzi digitali. E l’agire ecclesiale non può esimersi dall’utilizzo di questi strumenti!».
Così, dopo essersi confrontato con alcuni collaboratori (meglio, corresponsabili) nelle attività pastorali della parrocchia, con il prezioso supporto tecnico da parte di un gruppetto di giovani, don Massimo ha «immediatamente utilizzato la pagina Facebook ed il canale Youtube della parrocchia, oltre ai vari gruppi su WhatsApp, per inviare un messaggio di speranza a tutti (parrocchiani e non) e lanciare un messaggio chiaro: “Non vogliamo lasciarvi soli! Ci teniamo alle relazioni da curare e coltivare, nonostante il lockdown!”. In particolare, l’utilizzo delle piattaforme social è stato un prezioso modo di coinvolgere i giovani nella vita parrocchiale. E anche per imparare da loro alcune strategie tecnologiche: a partire dal linguaggio, con termini (streaming, post…) che un anno fa non avrei mai pensato di riuscire ad utilizzare con tanta disinvoltura!». In concreto, quali sono state le iniziative digitali poste in essere? «Ho subito dato il via ad una video-rubrica durata sino alla fine di maggio, intitolata “Mezzogiorno con…”, in cui ogni giorno commentavo brevemente un brano evangelico, o una canzone, o una poesia, oppure un quadro, cercando di lanciare sempre e comunque, per quanto possibile, un messaggio positivo, di speranza. Poi “La buona settimana con…”, che ha approfondito il tema del viaggio. Oltre alle celebrazioni eucaristiche ed agli incontri di lectio divina in diretta streaming, seguiti anche da giovani e famiglie che di solito frequentano poco la chiesa, ho anche tenuto delle video-catechesi per adulti e famiglie ed altre per giovani, in diretta sul canale Youtube della parrocchia. Inoltre ho realizzato un programma dal titolo “La fede… ci sta!”, intervistando persone di ogni età e professione, cercando di far emergere come si può vivere in modo concreto l’adesione religiosa personale, intesa come un “incontro” che segna e guida le scelte e le azioni di tutti i giorni. Insomma, una vera e propria… teologia dell’incarnazione!». E il presente, nel periodo successivo al lockdown? «Dallo scorso mese di settembre abbiamo lanciato una nuova video-rubrica: “Due chiacchiere con”. Prendendo spunto dalla lettera pastorale 2019-2020 “Vuoi un caffè?” di monsignor Derio, ho invitato degli amici a prendere un caffè e a chiacchierare con me sul tema della pandemia, cercando di evidenziare i diversi modi di vedere e di pensare, a seconda della sensibilità, dell’età e della situazione personale di ciascuno. Devo dire che questi appuntamenti risultano essere parecchio seguiti (con molte visualizzazioni da parte di utenti di varie fasce di età), grazie anche alla disponibilità di chi si è lasciato intervistare (citiamo, in particolare, monsignor vescovo e Patrizio Righero, direttore di “Vita”, n.d.r.) e alla competenza tecnica di alcuni giovani che si occupano delle riprese e della diffusione dei video sui canali social della parrocchia». Dopo passato e presente, non può mancare uno sguardo ai progetti futuri: «Sicuramente continuerò gli appuntamenti “La buona settimana con…” trattando il tema dei detti. E “La fede… ci sta!” avrà un seguito, con nuovi ospiti. Inoltre, soprattutto per i giovani, rimetteremo in moto, con gli educatori, gli incontri online studiati appositamente per loro. E sono già in preparazione alcune catechesi e una serie di lectio divine per famiglie e adulti. Insomma, cerchiamo di… stare sul pezzo!».
Restando in tema di pastorale giovanile, la parrocchia Spirito Santo sta progettando «una serie di video-catechesi a partire da ciò che piace a loro, come la musica o le serie tv, facendoli poi riflettere sui temi che emergono. L’importante – afferma don Massimo – è non perdere terreno con ragazzi e giovani, altrimenti il rischio è quello che la Chiesa viaggi (e parli) su un binario parallelo! A questo proposito, abbiamo l’idea di proporre un programma formativo ad ampio raggio, scandito da alcune tappe celebrative che portino alla professione individuale di fede. Si tratta di una vera e propria “scelta di vita”, non solo di un impegno pastorale dell’animazione in oratorio: io, giovane, testimonio pubblicamente la mia fede cattolica non solo perché faccio certe cose, ma per il modo in cui le vivo. Anche qui, insomma, è… questione di stile!». A suo avviso, non è affatto vero che «ragazzi e giovani non abbiano più le grandi domande sulla vita e su Dio, ma dobbiamo da un lato metterli in contatto con testimonianze forti, dall’altro avere il coraggio di incontrarli personalmente, di investire tempo con loro, senza fermarci ai periodici appuntamenti in gruppo».

Vincenzo Parisi