Nella mattina del 30 marzo, l’Auditorium “Baralis” (presso il liceo Porporato) ha ospitato Pietro Bartolo, il famoso medico di Lampedusa che da quasi trent’anni fornisce la prima assistenza ai migranti che sbarcano sull’isola.

Ad ascoltarlo alcune classi delle Superiori – oltre al “Porporato”, anche dal “Curie” e dal Cfiq – che hanno seguito con attenzione (e qualche lacrima) la commossa testimonianza del dottor Bartolo, che si è rivolto ai giovani con tono accorato – «siete la nostra speranza» – per muoverli a prendere coscienza delle tragedie che accadono alla porta d’Italia. In nome della verità, Pietro Bartolo non ha risparmiato dettagli sulle condizioni in cui arrivano tante persone che scappano dall’Africa e da quei «lager» alla cui balia li lasciano gli accordi tra la Libia e i governi italiani (che con un profluvio di milioni foraggiano «questi campi di concentramento»). «Probabilmente – ha scherzato amaramente il dottore – come medico ho due record: quello delle persone visitate (350 mila) e quello delle ispezioni cadaveriche».

Da uomo di mare e, in gioventù, pescatore e naufrago, Bartolo ha spiegato ai presenti i valori solidali che legano gli isolani alle vittime del mare, valori morali che nessuna legge può eliminare: «Nessuna persona in pericolo può essere lasciata in mare». Le parole del medico hanno provato anche a smentire «le bugie» che spesso ammantano i discorsi intorno ai migranti: dalle presunte malattie di cui sarebbero vettore ai fantomatici «porti chiusi», in realtà aperti come sempre. «Ho la responsabilità di raccontare agli altri queste cose – ha evidenziato Bartolo – perché sono un privilegiato che ha la fortuna di essere là e di vedere quel che accade veramente».

Al termine dell’intervento di Bartolo, l’associazione Ashar Gan, organizzatrice dell’incontro, ha proposto la proiezione del film documentario “Bangladesh and Piedmont: together towards SDGs” di Luca Schilirò (operatore Andreas Iovino).

In serata Pietro Bartolo ha replicato il suo racconto nella Chiesa del Seminario in un incontro aperto a tutti.