Venerdì 4 giugno, alle 18, è in programma sul web – https://us02web.zoom.us/j/87362244759 – un incontro dedicato a “Donne e lavoro. Rilanciamo l’economia a partire dal lavoro femminile”. A organizzare l’appuntamento – che sarà trasmesso anche in diretta Facebook e coinvolgerà Azzurra Rinaldi (Direttrice della School of Gender Economics dell’Università Unitelma Sapienza), Maria Teresa Cianciotta (UIL), Cristina Maccari (CISL), Elena Petrosino (CGIL) – la coalizione Pinerolo Domani (Pd, SI, Articolo 1, PSI) che candida come sindaco alle prossime elezioni comunali Silvia Lorenzino.

La candidata sindaco di Pinerolo Domani, Silvia Lorenzino

La stessa Lorenzino, anche lei tra le relatrici della serata, spiega nell’introdurre il tema: «Il dato medio dell’occupazione femminile in ambito UE è pari al 63%. In Italia, prima della pandemia, solo la metà delle donne poteva aspirare ad un’indipendenza economica e comunque le occupate erano inserite nel mondo del lavoro con modalità meno retribuite e tutelate: un terzo delle donne era in part time ed il 17% lavorava a tempo determinato.
La percentuale di donne che ha perso il lavoro durante il lockdown è stata il doppio rispetto a quella dei maschi perché già prima il loro lavoro era meno tutelato. I dati più significativi riguardano il secondo e terzo trimestre del 2020, con un calo che ha colpito principalmente i servizi domestici, gli alberghi, la ristorazione e il commercio. Su un numero assoluto di 101mila persone occupate in meno nel dicembre 2020, 99mila sono donne. Non possiamo limitarci a dare la colpa solo alla pandemia: la situazione occupazionale delle donne era già molto precaria anche prima e l’emergenza sanitaria ha semplicemente incrementato il divario di genere preesistente.
Anche nel pinerolese abbiamo registrato analoghe criticità. Le misura di contenimento della pandemia non sono state sufficienti a contrastare adeguatamente la perdita occupazionale femminile perché
Le donne sono le più precarie, hanno più spesso un contratto a termine, sono le più precarie tra gli indipendenti, lavorano nei settori più colpiti dalla crisi, che hanno perso il lavoro hanno meno probabilità di ritrovarlo, beneficiano meno della cassa integrazione. Fino a quando non avremo risolto il divario di genere, anche in ambito occupazionale, non potremo pensare di attivare veramente un nuovo
percorso di crescita per tutte e tutti: per questo dobbiamo partire dalle donne se vogliamo rilanciare l’economia».