Qualcuno avrà pensato “Era ora!” e in effetti i tempi di realizzazione del progetto Social Housing “Casa Annalisa” sono stati lunghi (la scrittura privata tra comune e proprietà risale addirittura al 2011), come testimoniato anche dal cantiere che ha bloccato Via Vescovado per oltre un anno.

L’inaugurazione dello scorso 4 settembre (verso le 10) è giunta così, da un lato, come una liberazione – e i discorsi delle autorità non l’hanno negato -, dall’altro, come il momento in cui poter mettere a frutto gli sforzi economici (800 mila euro di fondi regionali, 400 mila di risorse del comune) e di impegno profusi nel tempo. Alla cerimonia sono intervenuti il sindaco Luca Salvai, vari assessori, il vescovo Derio Olivero e il pastore Gianni Genre. Ermanno Sacchetto, presidente della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Pinerolo (proprietaria dell’immobile) ha voluto ringraziare anche l’ex sindaco, Eugenio Buttiero, il primo a prendersi a cuore il progetto.

Come ha spiegato Lara Pezzano, assessore pinerolese alle politiche sociali, la funzione del Social Housing sarà di fornire alloggio temporaneo (un anno e mezzo al massimo) a persone in situazione di emergenza abitativa chiamate a compartecipare alle spese in base agli indicatori di reddito (ISEE). Tra i requisiti richiesti per gli assegnatari quelli di “essere residenti o avere attività lavorativa esclusiva o principale da almeno cinque anni nel territorio regionale con almeno tre anni, anche non continuativi, all’interno dell’ambito territoriale di competenza”.

Nelle riflessioni legate al servizio, l’amministrazione ha valutato utile affiancare alle famiglie ospitate una figura di riferimento per assisterli sia nella gestione della casa, sia nel tentativo di risollevarsi dalla situazione di difficoltà (ricerca di lavoro principalmente). Undici gli alloggi (con al piano interrato un’area comune) ricavati dall’immobile ristrutturato, di proprietà della Società Operaia di Mutuo Soccorso, ma affidato in convenzione per trent’anni al Comune.

L’immobile in via Vescovado 20 è stato intitolato ad Annalisa Cortassa, impiegata comunale dell’Ufficio Casa, scomparsa nel 2018, per ricordare l’impegno e la passione da lei sempre messa nel cercare di risolvere i problemi abitativi delle persone.