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Attualità  

Pinerolo. In municipio la mostra Vietato Morire

Pinerolo. In municipio la mostra Vietato Morire

Nel comune di Pinerolo fino al 28 marzo 2026 la mostra fotografica “Vietato Morire – Storie di ‘ordinaria’ resistenza”, promossa da SvoltaDonna ODV.

Nella Galleria, al primo piano, del Palazzo Comunale di Pinerolo, il 4 marzo, è stata inaugurata la mostra fotografica “Vietato Morire – Storie di ‘ordinaria’ resistenza”, promossa da SvoltaDonna ODV che durerà fino al 28 marzo.

Marina Airasca, la Presidente di Svoltadonna, spiega:

Lia Bianco ha voluto fortemente questa mostra:

L’avvocata Silvia Lorenzino, ex presidente e socia fondatrice dell’associazione “Svolta donna” ha ricordato il coraggio di queste donne:

Alessandra Tripodi, Viceprefetto di Torino ha ribadito l’importanza di collaborazione con le forze dell’ordine:

L’inaugurazione ha preso inizio con un video con Gloria Hoffman Boemia.

Gli autori di queste foto sono Max Ferrero, fotoreporter che ha pubblicato le sue foto sui maggiori giornali italiani e Renata Busettini, le cui foto rispecchiano i suoi viaggi, che racconta:

«Ci ho pensato tantissimo a come avrei potuto rappresentare la resistenza in fotografia e proprio in quel periodo ho visto il servizio alla televisione. Era il caso di Parvinder Kaur, soprannominata Pinky, una ragazza indiana residente a Dello. Nel novembre 2015, il marito le diede fuoco davanti ai figli. Pinky sopravvisse con gravissime ustioni, dopo aver cercato di lasciare l’uomo a causa di continui maltrattamenti. Pinky è diventata un simbolo di rinascita e lotta contro la violenza di genere. Ho pensato che era un perfetto esempio di resistenza, così sono riuscita a contattarla, l’abbiamo incontrata e lei è stata nostro primo ritratto. Dopo di lei, abbiamo cercato di pensare ad altri esempi di resistenza scegliendo sempre donne forti, non solo vittime di violenza ma che hanno avuto a che fare, nel corso della loro esistenza, con la malattia oppure la resistenza di chi ha un momento di difficoltà che possiamo avere e che ci possono portare anche a gesti che arrivano quasi alla morte quindi abbiamo affrontato vari temi e abbiamo incontrato tante donne che ci hanno raccontato le loro storie e ci hanno permesso di fotografarle».

Aggiunge Max:

Graziella Luttati

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