Negli ultimi giorni ha suscitato molte discussioni la notizia della sospensione per quindici giorni (a stipendio dimezzato) di Rosa Maria Dell’Aria, decisa dal Provveditorato di Palermo a seguito di un lavoro di una classe sul “Giorno della Memoria” che ha messo in parallelo le “leggi razziali” e il “decreto sicurezza” del ministro dell’Interno Matteo Salvini. All’insegnante il Provveditorato, dietro spinta neanche troppo velata del ministero retto da un collega di partito di Salvini, rimprovera di non aver vigilato sul lavoro dei ragazzi (quattordicenni).

La prima pagina del Corriere della sera che annunciò le “leggi razziali”

Le reazioni di solidarietà alla docente non sono mancate. Anche il collegio dei docenti dell’ I.I.S. “Porro” di Pinerolo nella seduta dello scorso 20 maggio ha espresso la propria vicinanza e solidarietà alla professoressa Dell’Aria, «per non aver censurato la libertà di espressione dei propri studenti», come sottolinea un comunicato del rappresentante sindacale Umberto Ottone.

«Noi crediamo – riporta la mozione sottoscritta da ottantaquattro (su 86) insegnanti presenti e dalla dirigente scolastica Loredana Grabbi – che l’insegnamento abbia come finalità principale quella di creare coscienze critiche e libere che sappiano comprendere il passato, il presente, la loro stessa vita con riflessioni operate mediante l’esercizio della ragione. Nessun ostacolo, nessuna censura possono e devono reprimere l’azione e il libero pensiero degli studenti e dei docenti. È un principio garantito dalla Costituzione italiana». La mozione inoltre approva l’operato di Rosa Maria Dell’Aria «che ha semplicemente svolto il suo mestiere, stimolando i propri studenti a esercitare liberamente il loro pensiero, operando confronti storici che, nel metodo, non possono essere censurati» e chiede «il ritiro immediato della sanzione inflitta» in nome della difesa della scuola pubblica statale nel suo ruolo di garante della libertà dei futuri cittadini.