«Fortemente voluto dal nostro Liceo (al punto di riproporlo dopo l’annullamento del 6 maggio al Castello di Miradolo, dovuto alle condizioni meteo), rappresenta un momento particolarmente aggregante per tutta la comunità scolastica attorno ad un progetto in cui sono soprattutto gli studenti a raccontarsi e a raccontare l’esperienza del Classico, attraverso produzioni teatrali, musicali, letterarie, matematiche e multimediali. È in occasioni come queste – indipendentemente dall’indirizzo liceale frequentato – che i nostri allievi esprimono ormai da anni un forte senso di appartenenza al “Porporato”. La “Notte del Classico” è anche una grande occasione per comprendere la modernità di un indirizzo che apre a qualsiasi percorso universitario: oltre la metà degli studenti che escono sceglie infatti una facoltà scientifica, con forte predilezione per Medicina e per il Politecnico. E questo perché saper tradurre dalle lingue classiche mette in moto competenze analoghe a quelle della risoluzione di un problema, ma con una competenza culturale che val al di là della semplice tecnica e implica saper restituire nella nostra contemporaneità valori universali che sono alla base della cultura occidentale (e non solo di quella)». Con queste parole Valter Careglio, dirigente scolastico del Liceo “G.F. Porporato” di Pinerolo, commenta l’iniziativa svoltasi lo scorso 6 giugno e giunta già alla sua ottava edizione. Di che cosa si tratta?
La “Notte Nazionale del Liceo Classico” nasce nell’anno scolastico 2014-2015 da un’idea di Rocco Schembra, docente di Latino e Greco ad Acireale presso il Liceo “Gulli e Pennisi”. Affermano le docenti Daniela Bosio (Latino) e Carla Sclarandis (Italiano), referenti dell’indirizzo Classico al Porporato: «L’iniziativa è caratterizzata da un intento promozionale – e difensivo – degli “studia humanitatis”. La sorregge la convinzione che per capire il mondo contemporaneo, presidiato dalla tecnologia, dalla statistica e dall’economia, lo studio delle lingue e delle culture greca e latina, delle letterature e dell’arte antiche e moderne, della storia e della filosofia è ancora fondamentale, al pari dello studio della matematica, della fisica e delle scienze naturali. Qui al Porporato questo evento è innanzi tutto un’occasione in cui gli studenti si raccontano: facendo appello alla loro creatività e fantasia, traducono il linguaggio dei libri nelle loro polifoniche forme espressive, e invitano i docenti (anzi, talora li costringono) a fare un passo indietro. E così la nostra Notte del Classico è una festa per tutti – studenti e famiglie, docenti, dirigente, personale amministrativo e ausiliario – che si ritrovano insieme nello spazio di relazioni quotidiane di studio e di lavoro, in cui ci si conosce e, in un modo o nell’altro, si fa esperienza di comunità».
Paola Ferrero, docente di Greco e coordinatrice del dipartimento di Lettere Classiche nel Liceo pinerolese, sottolinea il fatto che questo evento «si propone di mostrare concretamente, attraverso il lavoro di ricerca teorica ed espressiva che si compie a scuola, quanto l’offerta formativa del Classico risponda alle esigenze cognitive e critiche dei tempi, ma anche l’enorme risorsa di bellezza e stimolo alla creatività che offre». E illustra i criteri guida e gli intenti che hanno portato alla scelta del variegato programma messo in scena dagli studenti: «La proposta ha voluto riflettere sia i principi ispiratori del nostro indirizzo, primo fra tutti l’idea che solo un sapere organico e consapevole delle proprie origini possa fornire ai ragazzi strumenti di pensiero critico, sia nello specifico le attività in cui tali principi si traducono nell’anno scolastico in corso. Si è passati dai testi letterari in lingua italiana, latina, greca ed inglese, a quelli filosofici, alle indagini storiche, agli esperimenti di fisica e scienze, ai giochi matematici. Proprio perché coltiviamo un umanesimo aperto alla scienza ed alla tecnologia, che non rinunci all’uomo ed alle sue specifiche esigenze di socialità e creatività, ma nemmeno si sottragga alle sfide del presente. Nel programma di quest’anno hanno trovato spazio reading, rappresentazioni, narrazioni di miti, laboratori di matematica, caccia al tesoro botanica, proiezione dei video realizzati dai ragazzi nell’ambito della Media Literacy (che nel nostro Liceo esiste dal 1992), installazioni permanenti. Senza dimenticare il concerto degli studenti diretti dal collega Massimo Pitzianti, con la partecipazione di due musicisti (Jino Touche e Nunzio Barbieri) dell’orchestra di Paolo Conte. Il programma si è costruito da solo ed è derivato dall’entusiasmo dei ragazzi e dei docenti nel comunicare all’esterno ed in forma spettacolare i lavori che li hanno maggiormente appassionati». Con un piccolo rammarico: «Non sempre è possibile inserire tutto e quindi si rinvia all’edizione successiva o ad altre occasioni o si rinuncia, come nel caso de “Le Baccanti” di Euripide, già rappresentata nel Castello di Miradolo e ormai troppo vicina all’Esame di Stato».
Qual è stata la modalità concreta di preparazione dell’evento con gli studenti? Quale tipo di impegno ha loro richiesto? «Di solito – spiega Ferrero – partiamo da un lavoro svolto, da un’attività che ci ha commossi per la profondità della ricerca o divertiti per lo spirito con cui l’abbiamo svolta, e collettivamente inventiamo soluzioni che la rendano fruibile all’esterno: questa fase, prima e al di là della ricaduta esterna, è molto importante perché libera energia e motivazione, unendo le classi e coinvolgendo docenti e allievi nella comune passione per il sapere e per la bellezza. Le prove si sono svolte pressoché interamente nelle ore di lezione, di cui sono risultate parte integrante, ma anche in orario extracurricolare e l’impegno richiesto è stato variabile: si è andati da una quarantina ore per una messinscena teatrale a qualche ora per la preparazione di un laboratorio».

Vincenzo Parisi