La LAC Lega abolizione caccia sezione di Pinerolo ha individuato a Costagrande un bracconiere con un’arma clandestina che i Carabinieri hanno provveduto a sequestrare.

La sera di mercoledì 9 novembre – fa sapere la LAC Pinerolo – una sua pattuglia di vigilanza venatoria, durante un consueto controllo in località Costagrande, ha scovato un bracconiere con un tubo-fucile – un’arma clandestina di fattura artigianale – nascosta in auto.

 

Un oggetto anomalo sui sedili dell’auto

L’uomo, residente in un comune del pinerolese, era abbigliato da cacciatore e si trovava nella propria auto parcheggiata al limitare della zona boscata quando gli agenti hanno notato un oggetto tra i sedili dell’auto avente le fattezze di un grosso bastone da passeggio con tanto di finta impugnatura.

 

Un fucile artigianale e varie munizioni

Insospettiti dello strano oggetto, agli agenti hanno proceduto al controllo verificando che si trattava invece di un grezzo fucile artigianale in grado di sparare cartucce di calibro 12.

 

L’intervento dei Carabinieri

Gli agenti venatori della LAC hanno pertanto richiesto l’intervento di una pattuglia dei Carabinieri i quali, prontamente intervenuti, hanno perquisito la vettura del sospettato rinvenendo una scatola contenente una quarantina di cartucce di vari calibri. Sia il fucile artigianale che le munizioni sono state prese in consegna dai Carabinieri ed il sospettato è stato deferito all’autorità giudiziaria.

 

Senza porto d’armi

L’uomo era peraltro privo di porto di armi (benché irrilevante al fine del porto di arma clandestina, comunque sempre vietato così come la sua detenzione) e di licenza di caccia, entrambi revocatigli dall’autorità per precedenti fatti.

 

Un fucile pericoloso anche per chi lo utilizza

“Il fatto è particolarmente grave – commenta la LAC –

  • sia perché dimostra che il bracconaggio è presente sul nostro territorio
  • sia perché desta preoccupazione la presenza sul territorio di armi artigianali clandestine, ignote all’autorità, pericolose anche per chi le utilizza, portate addirittura all’aperto nei pressi di zone abitate”