«Un giorno tu ti sveglierai e vedrai una bella giornata. Ci sarà il sole, e tutto sarà nuovo, cambiato, limpido. Quello che prima ti sembrava impossibile diventerà semplice, normale. E presto. Anche domani». Inizia con queste parole tratte dal romanzo “Le notti bianche” di Fëdor Dostoevskij le lettera che il dirigente scolastico Rinaldo Merlone ha indirizzato agli insegnanti dell’Istituto Prever di Pinerolo.

«La situazione attuale – scrive – ci impone di continuare ad essere parte propositiva della vita didattica e della scuola italiana, stando, per i più, fisicamente fuori degli edifici scolastici. Per chi rimane a lavorare in questi giorni all’interno del nostro Istituto – senza i nostri studenti e senza di voi – ha un non so ché di surreale e di spettrale; sembra di percorrere le strade di Ercolano e Pompei senza la fiumana di turisti. In questa situazione, diventa sicuramente difficile – ma a voi non impossibile – destare attenzione e impegno da parte dei nostri studenti, che, se non motivati e ora per di più isolati, rischiano forse di abbandonarsi al quieto vivere o a forme di abulie».

E prosegue: «Queste mie poche righe sono indirizzate a voi tutti per dirvi che, pur immerso nelle pastoie amministrative del momento, insieme alle due Vicepresidi, al Dsga e ai miei più stretti collaboratori, non mi dimentico di voi e sono consapevole delle difficoltà cui andate incontro nello svolgere con scrupolo le vostre mansioni e nel contempo gestire a casa i vostri figli e spesso anche persone anziane.

Il normale lavoro in classe, a volte appariva stressante, ma trasmetteva entusiasmo, e, pur talvolta mugugnando, stimolava il confronto, la ricerca, spronava ad andare oltre. Ora dobbiamo mettere a prova le nostre convinzioni, spesso incoraggiare coloro che ci sono vicino, contenere eventuali momenti di sconforto. L’esercizio quotidiano della didattica e l’arte della maieutica ci vengono in soccorso anche questa volta».

«Spero di trovarvi tutti in salute e in armonia con voi stessi – conclude Merlone – . Altro mi è difficile dirvi, ma sicuramente da questa prolungata prova usciremo sì un po’ diversi, ma anche più forti e con più convinzioni».