il sindaco di Pinerolo, Eugenio Buttiero (foto Vita Diocesana)

Il sindaco di Pinerolo, Eugenio Buttiero (foto Vita Diocesana)

Martedì 5 e mercoledì 6 marzo si riunisce il consiglio Comunale di Pinerolo. Nella medesima seduta i consiglieri sono chiamati ad approvare – o a non approvare – la proposta di istituzione del registro del testamento biologico e al contempo  un contributo (pari a 16.000 euro) per sostenere le spese dei lavori in corso nella Chiesa Cattedrale di san Donato, nella Basilica di san Maurizio e nella Chiesa di san Bernardino (ceduta in uso dalla diocesi di Pinerolo alla parrocchia ortodossa romena).
Ironia della sorte: da un lato una delibera contraria a uno di quei valori – la difesa della vita umana dal concepimento al suo termine naturale – più volte dichiarato dalla chiesa cattolica “non negoziabile”, e dall’altra un contributo a favore degli edifici di culto della stessa. Nei mesi scorsi la consulta dei laici della diocesi di Pinerolo è tornata più volte sul tema ribadendo il suo no all’istituzione di tale registro, puntualizzando che occorre «assolutamente evitare di alimentare l’idea che sia accettabile e accettato un presunto “diritto di morire».

Sulla questione del testamento biologico, per altro, la maggioranza ha mostra più volte una certa disomogeneità, evidenziando le diverse anime che la compongono: quella di matrice popolare e quella che si riconosce nelle posizioni della sinistra più radicale. Mercoledì 15 gennaio, una apposita commissione consiliare si era riunita proprio su questo argomento. Durante il dibattito è intervenuto il sindaco Eugenio Buttiero che, in un’intervista rilasciata a Vita Diocesana nel mese di dicembre, aveva dichiarato: «la mia personale posizione su questo delicato tema è sintetizzabile in pochi punti: no all’accanimento terapeutico e all’abbandono terapeutico, no all’eutanasia, sì alle cure palliative e ai trattamenti di sostegno vitale. Credo che la sospensione dell’idratazione e della nutrizione non rientrino nel campo delle scelte moralmente accettabili. Con ciò non intendo in alcun modo giudicare chi la pensi diversamente da me ma solamente esprimere una posizione di carattere culturale che discende dalla mia storia personale e dalla mia formazione».

Nel dibattito svoltosi durante i lavori della commissione, il consigliere Corrado Bordignon (PD) – pur specificando di non essere contrario a questa proposta – aveva chiesto di mettere mano alla delibera perché contenente una carica ideologica eccessiva, in quanto farcita di riferimenti a casi particolari come Welby ed Englaro.

Ora non resta che attendere per sapere se e quale testo verrà approvato. E con quali voti.

P.R.