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Pinerolo celebra l’appartenenza: «Costruire comunità ogni giorno»

Pinerolo celebra l’appartenenza: «Costruire comunità ogni giorno»

A Pinerolo il 6 settembre 2026 al termine della Giornata dell’Appartenenza assegnato il premio “Testimoni del tempo” alla Croce Verde.

Piazza Vittorio Veneto, Duomo, Piazza Roma. Tre spazi per tre momenti dell’unica Giornata dell’Appartenenza svoltasi domenica 6 settembre a Pinerolo.

Nel pomeriggio, in coordinata concomitanza con Porte Aperte allo Sport, gli stand delle associazioni cittadine si sono presentate in piazza Vittorio Veneto in un clima di festa e cordialità.

Quindi la messa nella Cattedrale di San Donato, presieduta dal vescovo Derio, alla presenza delle autorità civili e militari, dei sacerdoti, delle associazioni e di numerosi cittadini.

Già introducendo il rito penitenziale, il vescovo ha indicato una direzione: giudicare meno gli altri e impegnarsi maggiormente a migliorare se stessi. Ha poi invitato i presenti a guardare negli occhi chi avevano accanto, come piccolo esercizio di riconoscimento reciproco.

Nell’omelia, dichiarandosi «fiero di essere pinerolese», il vescovo ha messo in guardia da alcuni “virus” che indeboliscono la vita comune. Il primo è l’individualismo del «non faccio male a nessuno, ognuno pensi a sé», che riduce la società a un “sacco di patate”, dove si sta vicini senza vere relazioni. Un altro rischio è quello di chiese, associazioni e gruppi che lavorano soltanto per il proprio ambito, come un “mucchio di angurie”, senza riuscire a sentire davvero come proprio il bene comune.

Il vescovo ha parlato anche del “virus” del giudizio, amplificato dalla «giungla dei social», e dell’illusione che per far funzionare una società basti che tutti “stiano in riga”, dimenticando la libertà. All’estremo opposto ha indicato il rischio dell’ingenuità. Le letture, ha spiegato, indicano invece uno stile: affrontare direttamente i conflitti, come suggerisce il Vangelo, portare la Parola e interrogarsi su quale contributo i cattolici offrano concretamente alla città, mantenendo, come ricorda san Paolo, «un debito d’amore» verso gli altri.

Prima del “Padre nostro”, ha invitato i giovani sotto i vent’anni a raccogliersi davanti all’altare, ponendo simbolicamente le nuove generazioni al centro della comunità.

Al termine della celebrazione è intervenuto il sindaco Luca Salvai, al suo ultimo saluto in Cattedrale da primo cittadino. Ha ricordato come la festa patronale sia stata più volte spostata nel corso della storia per favorire la partecipazione e come, dieci anni fa, proprio la scarsa presenza di fine agosto avesse portato Comune e diocesi a ripensare la ricorrenza dando vita alla Giornata dell’Appartenenza.

«Le tradizioni sono importanti», ha osservato, ma una comunità deve anche saperle cambiare. Il suo augurio è stato quello di continuare a «costruire comunità». Da laico, Salvai ha infine ringraziato la diocesi e la Chiesa pinerolese per il lavoro quotidiano svolto soprattutto con i giovani.

Prima della cena curata dalla Pro Loco in Piazza Roma, in Cattedrale è stato consegnato il riconoscimento “Testimoni del tempo 2026” alla Croce Verde – Pubblica Assistenza di Pinerolo, fondata nel 1913. La motivazione ha ricordato oltre 400 mila chilometri percorsi in un anno, 63 mila ore di volontariato, 30 mila ore svolte dai dipendenti e 18.234 ore di servizio attivo nel 2025: numeri che raccontano più di un secolo di solidarietà e servizio alla città.

Foto Lino Gandolfo

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