18 Agosto 2026
[ photogallery ]. Pinerolo: Omaggio a Guccini in vescovado
Nel giardino del Vescovado di Pinerolo il 17 agosto 2026, 500 persone hanno ricordato Francesco Guccini, tra chitarre, canti e riflessioni del vescovo Derio.
La sera del 17 agosto il giardino del Vescovado di Pinerolo si è trasformato, per qualche ora, nella platea di uno dei tanti concerti di Francesco Guccini. Davanti a circa 500 persone, il vescovo Derio ha ricordato la figura e l’opera musicale del cantautore recentemente scomparso, ripercorrendone parole, musica e suggestioni.
Ad accompagnare la serata un gruppo di chitarristi, tra i quali anche il direttore della Caritas, Rocco Nastasi, che ha coinvolto il pubblico nell’esecuzione di alcuni celebri brani del Maestro, come “Il vecchio e il bambino”, “Auschwitz”, “L’avvelenata” ed “Eskimo”.
Altre canzoni sono state proposte attraverso registrazioni e cantate insieme dal numeroso pubblico, per poi offrire al vescovo Derio lo spunto per commenti e riflessioni.
Particolarmente profonde sono state le letture che il vescovo Derio ha proposto di tre celebri brani.
«In Cyrano – ha spiegato – emergono due grandi battaglie dell’esistenza: quella per la giustizia e quella per l’amore. Il protagonista, valoroso ma non ricambiato da Rossana, incarna lo scarto doloroso tra ciò che desideriamo e ciò che la vita ci concede. Eppure continua a credere che l’amore e la giustizia abbiano una consistenza che nulla può distruggere. Da qui la speranza espressa nei versi: “Dev’esserci, lo sento, in cielo o in terra, un posto dove non soffriremo e tutto sarà giusto”. Queste parole per chi è credente assumono un significato ulteriore».
Quindi Don Chisciotte che «rappresenta il dialogo tra le due anime presenti in ciascuno di noi: quella del sognatore, che vorrebbe cambiare il mondo, e quella del realista, tentato dalla rassegnazione. Guccini, pur senza ingenuità, invita a non smettere di cercare, osare e opporsi all’ingiustizia. Il difficile equilibrio tra idealismo e concretezza diventa così uno dei segreti della vita». E qui il riferimento all’aggressione a Gaza ha strappato un lungo e commosso applauso di approvazione da parte del pubblico.
Infine, Vorrei «canzone d’amore fondata sulla condivisione. Amare significa aiutarsi reciprocamente a scoprire “quale sapore nuovo abbia l’universo”, cioè a trovare senso, sapienza e profondità nell’esistenza. Il verso “Perché non sono quando non ci sei” diventa inoltre una forte critica all’individualismo contemporaneo: l’identità non nasce dall’autosufficienza, ma dalla relazione e dal dono reciproco.

A suggellare il buon esito dell’iniziativa, un brindisi a Francesco Guccini: un momento semplice e corale che ha concluso una serata di musica, ricordi e parole, con il giardino del Vescovado trasformato idealmente, in una grande platea gucciniana.
Foto Lino Gandolfo

































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