Nelle foto di Lino Gandolfo la celebrazione – nel pomeriggio del 30 maggio – della prima messa festiva aperta al pubblico dopo la sospensione per il coronavirus nella Parrocchia Spirito Santo. La distanza forzata tra i fedeli e le mascherine sui volti non hanno impedito di pregare insieme alla vigilia della Pentecoste.

Nella sua lettera alla comunità in occasione della “riapertura” delle messe, il parroco Massimo Lovera ha scritto:

Carissime/i,
è una gioia immensa poterci ritrovare insieme, dopo ben due mesi in cui non ci siamo più visti o siamo rimasti in contatto tramite le cosiddette “messe in streaming”. E ciò avviene proprio nel giorno in cui celebriamo la solennità di Pentecoste, una grande festa nella quale gli Ebrei facevano memoria dell’Alleanza tra Dio e il popolo ebraico sul monte Sion sancita dalla consegna delle tavole della Legge a Mosè. Era inoltre la festa della mietitura, del dono del grano, simbolo della presenza di Dio che si prende cura dell’uomo.  Ricordare questi aspetti della Pentecoste ebraica ci aiuta ad innalzare mente e cuore a Dio in un tempo che è stato segnato da tante ferite e continua a ad essere caratterizzato dalla convivenza con questo terribile virus che ha frastornato l’intera umanità. Come credenti non possiamo lasciarci rubare la speranza, certi che Dio non vuole mai il male per le sue creature. È il Dio fedele alla sua Alleanza di amore con gli uomini. È il Dio che, senza far rumore e senza sottostare ai nostri progetti e sogni di un’immediata sparizione del “nemico Corona virus”, si fa vicino a ciascuno di noi, soffre con noi, si commuove per le nostre sofferenze e si china a fasciare le tante ferite. Anche se ci sembra a volte lontano o indifferente, Lui non ci abbandona e continua a sussurrare con delicatezza ai nostri cuori: “Coraggio, non abbiate paura! Io sono e sarò sempre con voi!”. Per sentire veramente nella nostra vita quotidiana queste parole consolanti, che ci infondono il coraggio di andare avanti, di alzare lo sguardo verso un orizzonte non buio ma pieno di luce, c’è bisogno dell’aiuto dello Spirito Santo. C’è bisogno della sua lieve ma efficace brezza che dà respiro al nostro cuore e alla nostra mente. Lo invochiamo con fiducia e con determinazione, certi che Lui può accendere in noi quel fuoco d’amore che illumina e riscalda i nostri anfratti scuri dove si annidano le paure, le lacrime, le sofferenze, i dubbi e molti interrogativi sul presente e sul futuro.  Lo Spirito Santo ci avvolga con la sua forza, ci dia il coraggio di uscire dai nostri individualismi spesso frammisti a quel pessimismo che ci fa ripiegare su noi stessi e qualche volta ci rende incapaci di essere attenti agli altri, soprattutto quelli che vivono difficoltà materiali e spirituali. Lo Spirito Santo accenda in noi il desiderio di metterci in gioco per percorrere quei sentieri nuovi a cui siamo chiamati in questo periodo storico, che, come afferma il nostro vescovo, non è una parentesi, ma richiede un profondo cambiamento individuale, sociale ed ecclesiale. Le novità possono spaventare. In fondo, può essere molto più comodo rifugiarsi nel “si è sempre fatto così”. Questo atteggiamento però non fa crescere la comunità e non garantisce un futuro roseo ai nostri figli e ai nostri giovani. Non temiamo, allora, di metterci in cammino guidati e ispirati dallo Spirito Santo, che è amore. E l’amore vero, quello che sa mettere il tu prima dell’io e intende puntare a costruire il “noi”, volendo il bene della nostra comunità di oggi e di domani, non è mai statico, ma sempre dinamico, pronto a lasciarsi mettere in gioco. In tutto ciò il Signore non ci abbandona. Anzi! Cammina davanti a noi e con noi! E già ci ha donato una delle sue carezze di amorevole tenerezza, facendoci vivere insieme la festa della nostra comunità! Auguri e buon cammino, cara e bella comunità dello Spirito Santo che sei in Pinerolo!