12 Maggio 2026
[ photogallery ]. Pinerolo: Festa dei lavoratori all'Engim
A Pinerolo il 12 maggio la Festa dei Lavoratori della Pastorale sociale e del lavoro diocesana: giovani al centro del dialogo tra Chiesa, sindacati e imprese.
Te focus, un incontro in plenaria per più di duecento persone coinvolte prevalentemente giovani, gli altri sono esponenti di Chiesa, imprese, sindacati, istituzioni del territorio: dalla collaborazione tra ufficio della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi e la sede Engim “San Leonardo Murialdo” di Pinerolo è nato il nuovo format della oramai tradizionale Festa dei lavoratori, che è un unicum nazionale come realizzata, alla sua settima edizione grazie al sostegno costante di Coldiretti, Cgil, Cisl e Uil. Dopo i focus della settimana passata che hanno visto il dialogo diretto tra imprese, Freudenberg e Finder, la Chiesa col confronto con il Vescovo di Pinerolo e ragazzi e ragazze dei diversi corsi, l’incontro di questa mattina, martedì 12 maggio, è stato una straordinaria occasione di ritrovo e restituzione, mantenendo ferma la centralità dei giovani protagonisti, avendo come bussola il Rapporto “Il futuro è il presente. I giovani visti con la lente della formazione professionale” dell’Osservatorio Giovani & futuro della Fondazione nazionale Engim e curato dal prof. Daniele Marini dell’Università di Padova. Dopo i saluti istituzionali dell’assessore all’istruzione della città di Pinerolo Lia Bianco e la lettura a più voci dei giovani del messaggio del Presidente della fondazione, padre Antonio Lucente, in cui tra l’altro ha ricordato come “oggi la sfida educativa coincide con la sfida democratica. E il compito che abbiamo davanti non è adattare i giovani a qualsiasi lavoro, ma costruire un lavoro che sia finalmente all’altezza della persona umana” e augurato “che questo convegno non resti soltanto un momento di riflessione, ma diventi occasione concreta per generare responsabilità, alleanze educative e scelte capaci di custodire il futuro dentro il presente”, ci sono state le parole di benvenuto del responsabile di sede Andrea Micca che ha dato il significato dell’impegno che ha portato a un simile appuntamento con cui si volge uno sguardo non giudicante alle giovani generazioni. Il direttore dell’upsl Giancarlo Chiapello, che ha moderato la mattinata e che ha parlato delle due coordinate, relazioni e il tempo come “isola di tempo” richiamando il rapporto che interpella gli “adulti sbiaditi” ha così avviato i lavori dando la parola a Monsignor Derio Olivero. Il Vescovo ha ribadito la centralità dell’ascolto dei giovani, ricordato il confronto con loro sulla fede, che ha generato una sua riflessione di prossima uscita e riflettuto sul senso del lavoro attraverso un apologo sul dirigente che chiede ai tagliatori di pietra cosa stessero facendo tra chi risponde fatico, lo faccio per la famiglia e chi, guardando più avanti, sa che contribuisce a costruire cattedrali a valle. Il direttore nazionale Engim, Marco Muzzarelli ha illustrato, attraverso le slide, i risultati del rapporto anche con un confronto fra risposte di generazioni passate e la generazione Z interpellata con un evidente tendenza di quest’ultima a cercare di combinare e incastrare i diversi ambiti di vita con, ad esempio, il lavoro tra i valori di riferimento passato così dal secondo al sesto posto: dopo l’intervento dell’altra responsabile di sede, Enza Papa, che ha tenuto il filo conduttore della ricerca di senso nel dialogo e confronto, prima Simone, quarto anno meccanica (che ha rappresentato tutti i suoi “colleghi” stando direttamente al tavolo dei relatori), in stage poi Giulia, quarto anno commerciale, con a seguire Angelica Garis di Freudenberg e Paola Matterazzo di Finder, hanno condiviso quanto emerso dai focus, dal tema organizzazione a quello della sicurezza, dallo stipendio alla possibilità per molti di non abbandonare aree particolari come le valli alpine, con un evidente richiamo ad una cultura d’impresa che si integra proprio in una alleanza educativa. La parte finale ha visto raccogliere tutte queste sollecitazioni, per dare significato alla Festa dei lavoratori, da parte delle organizzazioni di rappresentanza che hanno spiegato le proprie bandiere come simboli di un pezzo della nostra democrazia, a partire dalla Coldiretti con Giancarlo Foco che, parlando delle azione che la sua organizzazione rappresenta, ha anche posto in luce le opportunità nel settore agricolo in un territorio ad esso particolarmente vocato: a seguire Andrea Ferrato della Cgil, Tiziana Salmistraro della Cisl e Francesco Lograsso della Uil hanno portato il proprio contributo sottolineando le questioni della dignità e della sicurezza del lavoro, del difficile contesto sociale, della comprensione delle ragioni dell’altro e delle regole che spesso gli asdulti non sanno spiegare: è emersa anche la richiesta di continuare e affinare il format anche con un focus tripatito giovani/sindacati/imprese per dialogo e mediazioni necessarie per il territorio che ha bisogno di pensare e ripensarsi al futuro. Il Vescovo Derio e il direttore Muzzarelli hanno concluso questa intensa esperienza, a cui tanti insegnanti hanno contribuito, che sembra aver innescato un processo proprio per il territorio, un piccolo segno di speranza, in questo mese di maggio dedicato alla Madonna, un po’ rappresentato dalle rose messe sul tavolo dei relatori da fratel Beppe, rappresentante della comunità dei padri giuseppini che insegna con un gesto un primo passo fondamentale, “esserci” per ritrovare la consapevolezza del lavoro come grammatica della società.
Foto Lino Gandolfo




















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