20 Giugno 2026
[ photogallery ]. Messa all'Alba per il solstizio a Pinerolo
Grande partecipazione all’alba del 20 giugno 2026 sul piazzale di San Maurizio a Pinerolo per la Messa del Solstizio d’estate voluta dal vescovo Derio.
Notevole partecipazione molto prima dell’alba alla Messa sul piazzale di S. Maurizio di Pinerolo sabato 20 giugno 2026, con fedeli giunti anche da lontano, moltissime auto e molti a piedi.
Questa Messa è stata fortemente voluta, in occasione del Solstizio d’estate, da mons. Derio Olivero per celebrare “nostro Signore come un sole che sorge” (dal Salmo 18), e per ricordarci di ringraziarLo, ogni giorno, della vita e del sole nascente, alle 5.44 in tempo reale, davanti agli occhi degli astanti, in un cielo terso con lievi velature ad Est, da cui è spuntato l’astro rosso, accompagnato da un venticello lieve, mentre il Monviso, alle spalle del Santuario di Madonna delle Grazie, piano piano prendeva forma nel buio.
L’apertura della liturgia è avvenuta con un brano noto che sottolinea come quando si crede in qualcosa che pare impossibile si viene scambiati per pazzi.
Ha sottolineato il vescovo:
«non siamo noi quelli pazzi, anche se ci avranno chiesto, o magari ce lo siamo detti a noi stessi, “ma chi te lo fa fare ad alzarti così presto e ad andare a Messa?”. A parte il fatto che se ci si mette a fare, anche di più del previsto, sul lavoro senza averne in contraccambio (come nella vita, o in famiglia) allora si cambia davvero qualcosa. Soprattutto la Messa serve, non soltanto a vivere, ma ad aprire uno spiraglio di Luce attraverso cui passa Lui. L’Eucarestia (dal greco Eucharizein) ci rende grati, ci trasforma, ci rende colmi di Grazia. Grazie a Dio, grazie alla nostra terra che si dispiega ai nostri piedi alla luce di un cielo sempre più chiaro sopra le nostre teste. Il brano di Vangelo (Matteo 6) è celebrazione del nostro essere piccoli ma amati: Non vi affannate per la vostra vita, di quel che mangerete o che berrete, e neanche del vostro corpo o di quello che indosserete. Guardate i passeri o i gigli del campo. “il vostro Padre sa che voi avete bisogno, cercate il suo Regno e tutte queste cose vi saranno date in più” e “a ciascun giorno basta la sua pena”».
A contribuire al buon andamento della celebrazione il coro e la parrocchia di San Maurizio con don Alex Moreira ed il diacono Aldo Calco; le signore che si sono occupate del caffè finale, e Angelica Pons, che su richiesta del vescovo, ha fatto suonare le campane tibetane, strumento antico, sacro e di guarigione, utilizzate in musicoterapia, le cui vibrazioni hanno avuto il compito di connettere i presenti con la natura.
Irma Spagnoletti







LASCIA UN COMMENTO
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Visualizza l'informativa privacy. I campi obbligatori sono contrassegnati *