Una vita breve, quella di Ettore Giovanni May, come richiama il titolo della mostra “Un’intensa brevissima parabola” che sabato 19 settembre è stata inaugurata presso la Collezione Civica d’Arte di Palazzo Vittone.

Nato a Londra nel 1903 da una famiglia di emigranti pinerolesi, May frequenta a Pinerolo la Scuola Tecnica dal 1913 al 1918, prima di iniziare a lavorare in una fabbrica di giocattoli. Riesce però a frequentare i corsi dell’Accademia Albertina e a farsi notare nell’ambiente pittorico. Nel 1921-22 espone alla Mostra della Società Promotrice di Belle Arti di Torino, mentre nel 1923 presenta dei lavori alla Mostra degli “Amici dell’arte”. Rubando ore al riposo, in questi anni frequenta i Caffè torinesi dove, come scrive Mario Marchiando Pacchiola, “con mano frenetica carpisce volti di donne e uomini in schizzi e disegni […] tipiche figure con barbe e baffi, con bombetta, commendatori corposi, donzelle con cappello a larga tesa, uomini seduti al tavolino intenti alla lettura del giornale”. Al contempo “esce all’aria aperta, contempla il Po di notte e le luci dei lampioni, si inoltra nei boschi tra le betulle, ritrae anche le strade medievali pinerolesi, ad olio, sul cavalletto della pittura en plein air. Sconfortato dai giudizi della critica (che gli concederà una rivalutazione postuma) e travolto dal mal di vivere, Ettore Giovanni May pone fine alla sua tribolata esistenza terrena l’11 ottobre 1923 a Torino.

La mostra è visitabile dal venerdì alla domenica dalle 15:30 alle 18, nonché la domenica mattina dalle 10:30 alle 12.

G.R. 

Foto Lino Gandolfo