2 Aprile 2026
[ photogallery ]. In cattedrale la messa del Crisma. Il vescovo Derio ai sacerdoti e ai diaconi: siate buoni, coerenti e gentili
Bontà, sincerità, costanza, cura per la giustizia e gentilezza. Sono queste le principali virtù del sacerdote che il vescovo Derio, citando il documento “Presbyterorum ordinis“, ha indicato al clero diocesano riunito in cattedrale per la Messa del Crisma e per il rinnovo delle promesse pronunciate nel giorno dell’ordinazione. L’odierna celebrazione del Giovedì Santo, animata dal coro Laudato Si’, si è aperta con le parole del vicario generale, monsignor Massimo Lovera, che ha ricordato i giubilei sacerdotali e diaconali, nonché i confratelli deceduti nel 2025.
Nel suo saluto iniziale, il vescovo ha dato alla celebrazione il tono di una vera “festa di famiglia”, invitando i ministri ordinati non soltanto a ringraziare, ma prima ancora a sentirsi fortunati per il dono ricevuto.
La “Crocifissione” del Masaccio ha dato a monsignor Derio lo spunto per l’omelia, in particolare l’immagine della Maddalena con le braccia alzate, immagine di un dolore vero, non teatrale, capace di interrogare in profondità. Richiamando poi un recente intervento di Vito Mancuso a Pinerolo, ha ricordato che ci sono persone che non credono in Dio, che non credono all’amore, che non credono alla giustizia, ma «non esiste nessuna persona al mondo che non creda all’esistenza del dolore». Quindi l’invito a non diventare estranei alle sofferenze delle persone, ma ad allenarsi all’ascolto, all’accoglienza e a parole che nascano davvero dalla compassione. Da quell’immagine della Maddalena, il vescovo ha ricavato anche un annuncio sul volto di Dio, riconoscibile nel sangue della croce come amore totale e misericordioso, e un invito a essere uomini di dono, speranza, bontà, sincerità, giustizia e gentilezza. «Ogni uomo e ogni donna sono corpo di Cristo. E meritano rispetto, attenzione, cura».
È seguita la benedizione degli oli: quello dei catecumeni (viene utilizzato prima del Battesimo); il sacro Crisma, che è olio mescolato con profumo (si usa nel Battesimo, per ungere il capo del neofita; nella Cresima; nell’ordinazione diaconale, presbiterale ed episcopale; e anche nella dedicazione delle chiese e degli altari); e l’olio degli infermi.
Al termine della Messa, il vicario generale ha rivolto un augurio al vescovo, richiamando la lettera di papa Leone “Una fedeltà che genera futuro”, poi distribuita ai sacerdoti e ai diaconi presenti. Prendendo spunto dall’immagine di copertina, la “Lavanda dei piedi” di Tintoretto, ha ricordato che il sacerdote «è servo di Cristo» e che il suo ministero ha un carattere essenzialmente relazionale. Ha indicato tre parole chiave proposte dal Papa, «comunione, solidarietà, amicizia», sottolineando che il compito del ministro non è semplicemente gestire, ma accogliere, perché «la fede si trasmette per attrazione, per contatto, per testimonianza».
Nelle parole finali, il vescovo ha rinnovato il suo ringraziamento al clero e ai diaconi della diocesi: «La diocesi di Pinerolo è fortunata ad avere preti e diaconi come voi». Ha poi annunciato solennemente l’ordinazione diaconale di Filippo Greppi e Federico Mauri, in programma il 25 aprile alle 15 in Cattedrale, salutando anche un gruppo di cresimandi di Riva di Pinerolo presenti alla celebrazione.
Per tutti i presenti una Messa del Crisma vissuta così come l’aveva definita all’inizio lo stesso vescovo: una festa di famiglia, nella quale memoria, fraternità e missione si sono intrecciate attorno al cuore vivo della Chiesa diocesana.
Giubilei diaconali e sacerdotali
Sono stati ricordati i 70 anni di don Avaro Adolfo, i 30 anni di don Orlando Aguilar, don Jhonny Barquero e Omar Larios Valencia, i 20 anni del diacono Andrea Castagnoli e di don Giuseppe Rizzi, i 15 anni di don Luciano Chino e don Mauro Montolli, i 10 anni di don Maurizio Pietrolungo, i 5 anni di don Javier Cunalema, del diacono Claudio Bruno e del diacono Longo.
I diaconi e i sacerdoti defunti nel 2025
Sono stati ricordati anche i sacerdoti e i diaconi defunti nel 2025: don Luigi Castagno, don Roberto Comba, don Domenico Osella, il diacono Albino Geuna, il diacono Giorgio Giovine e il diacono Alberto Mazzola.
Foto Lino Gandolfo










































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