Lo hanno trovato morto in casa questa mattina, nel suo appartamento di via Buniva a PineroloAveva 83 anni.
I vicini di casa non vedendolo per alcuni giorni hanno avvisato i carabinieri.
I vigili del fuoco hanno aperto la porta dell’alloggio e il medico legale ha constatato il decesso dell’anziano. 
Un fatto di per sé non eccezionale, eppure sintomo di un malessere diffuso, di una solitudine e di un isolamento che frammentano il tessuto sociale. Morire da soli è triste. Fa male e deve far male a tutti. Perché significa che qualcosa davvero non funziona. Il riferimento, ovviamente, non è al caso specifico – che ha una sua storia e un suo vissuto nel quale non ci addentriamo – quanto piuttosto alla cultura, diffusa, accettata e promossa, dell’individualismo libertario contro cui si è scagliato a più riprese anche Papa Francesco.
«Una caratteristica comune di questo fallace paradigma – ha detto il pontefice – è che minimizza il bene comune, cioè il “vivere bene”, la “vita buona”, nel quadro comunitario, ed esalta quell’ideale egoista che ingannevolmente inverte le parole e propone la “bella vita”. Se l’individualismo afferma che è solo l’individuo che dà valore alle cose e alle relazioni interpersonali e quindi è solo l’individuo che decide cosa è bene e cosa è male […]. Così l’individualismo libertario nega la validità del bene comune, perché da una parte suppone che l’idea stessa di “comune” implichi la costrizione almeno di alcuni individui, dall’altra che la nozione di “bene” privi la libertà della sua essenza».
L’effetto di questa cultura lo si vede anche in questi casi, in queste tristezze di provincia che rischiano di passare inosservate, invece di suonare come un campanello di allarme per le coscienze di tutti.
P.R.
Foto Lino Gandolfo