26 aprile 2016

L’associazione “Il Bucaneve onlus” è nata a Scalenghe nel 1997 con lo scopo di ospitare i bambini di due orfanotrofi bielorussi per alcune settimane l’anno. Studi medici hanno dimostrato che la possibilità di contrarre patologie tumorali per i bambini che nascono ancora oggi nei eressi della centrale ucraina diminuisce sensibilmente se trascorrono del tempo in una zona non contaminata mangiando cibo fresco. I preparativi per l’accoglienza dei ragazzi iniziano a settembre. L’associazione inizia con il reclutamento delle famiglie ospitanti da parte di Renato Alberti, presidente dell’associazione, e don Alfredo Chiara. Le famiglie che danno la disponibilità devono avere la possibilità di ospitare i bambini e nessun conto in sospeso con la giustizia: il governo bielorusso controlla i loro documenti prima di consentire l’ospitalità! «Una famiglia ha dovuto rinunciare – spiega Alberti – perché aveva problemi con Equitalia». Durante tutto l’anno il Bucaneve si attiva per raccolte fondi, disponibilità di collaborazioni come il prestito di minibus e fornitura pasti freschi. Una delle spese maggiori d sostenere è il costo del viaggio in aereo.

Durante i primi anni dell’accoglienza, i ragazzi che arrivavano dalla Bielorussia erano poco curati nel vestiario e a livello igienico. Per quanto riguarda la salute solo ai bambini senza patologie era concesso di partire. Ultimamente gli orfanotrofi sono stati chiusi e i bambini sono ospitati in famiglie, più per un problema economico che altro, e sono decisamente tenuti meglio. Durante il periodo di soggiorno estivo in Italia i piccoli bielorussi – che hanno bisogno di stare in un luogo non contaminato e non tendono a fermarsi da noi – trascorrono la settimana ospiti dei locali del seminario diocesano di Via Trieste. Dal venerdì sera alla domenica sera stanno con le famiglie ospitanti. Se qualche famiglia decide di portare il proprio bambino in vacanza al mare o altrove può farlo liberamente purché il giorno della festa comunitaria siano presenti tutti gli ospiti.

«Quest’anno -riprende Alberti – i bambini saranno 39 e ci sono nove famiglie che hanno dato la propria disponibilità, ma ne servirebbero altre. Il Bucaneve risente del “passaggio di moda” dello scoppio della centrale ucraina e le famiglie ospitanti scarseggiano…

Comunque siamo stati fortunati perché la ditta di Orbassano che ci offriva i pasti ha ceduto l’attività ma i nuovi gestori si sono dichiarati onorati di continuare a servirci i pasti freschi. Non solo: la ditta che ci prestava i pullmini ne ha aggiunto un altro».

Proprio come i bucaneve, tanti piccoli e grandi gesti di solidarietà che bucano il gelo dell’indifferenza.

 Cristina Menghini

 

 

L’esperienza di una famiglia accogliente

Tutto è iniziato un po’ per caso. Una coppia di cari amici ci ha parlato dell’Associazione Il Bucaneve Onlus e dell’attività svolta in favore dei bambini che vivono nelle zone vicine a Chernobyl. Ci hanno chiesto se eravamo disponibili ad ospitare un bimbo bielorusso durante l’estate. Quell’estate di tre anni fa è arrivata da noi una ragazzina di 13 anni. E’ tornata l’estate successiva ed ora la aspettiamo nuovamente a giugno.

L’esperienza ci ha arricchiti ed è stata molto intensa soprattutto il primo anno.

Non ci conoscevamo ed era tutto nuovo sia per lei che per noi. Dopo un primo periodo di diffidenza, dovuto alla novità, lei ha iniziato ad aprirsi e ben presto ci siamo affezionati. È una ragazzina molto sveglia, curiosa e si è subito ben inserita a casa nostra portando una ventata di allegria. Certo per quanto riguarda il cibo ha i suoi gusti e quindi siamo scesi a qualche compromesso, crediamo a suo vantaggio, costringendoci a numerose pizze e patatine fritte. È molto brava nel disegno, nei lavori all’uncinetto ed in quelli manuali creativi. Le piace la lingua italiana e quando non ci capiamo cerca le parole utilizzando un dizionario tascabile.

Durante l’anno non interrompiamo i contatti e grazie a skype abbiamo avuto la possibilità di conoscere la sua famiglia in Bielorussia.

Cristina e Marco