«Si apre uno scenario di emergenza sociale». Con questa forte espressione il diacono Rocco Nastasi, direttore del servizio diocesano Caritas, descrive la triste situazione in cui molte persone e famiglie verranno a trovarsi tra non molto tempo. «Di fronte all’impatto sanitario e sociale della pandemia legata al Covid-19, la Caritas di Pinerolo – afferma Nastasi – si è prodigata, da fine febbraio ad oggi, perché tutte le associazioni solidali della città avevano sospeso le loro attività ordinarie (in particolare, la distribuzione dei pacchi alimentari). Inoltre, era ferma anche la macchina assistenziale pubblica e due punti di importanza strategica, come il Centro Ecumenico di Ascolto e l’Emporio Solidale “Una Goccia”, chiusi. Nel frattempo Lara Pezzano (assessore comunale ai Servizi Sociali, ndr) riceveva molte domande di aiuto da persone bisognose e il Comune ci chiedeva di chiudere il dormitorio e la mensa del Centro Diurno in via Lequio: una situazione molto difficile da gestire». Che fare allora? «Come Caritas diocesana, abbiamo reagito all’emergenza prendendo l’iniziativa e, in collaborazione con l’Amministrazione, è stato attivato un Numero Verde e allestito un magazzino di scorte alimentari nei locali dello storico Caffè del Teatro Sociale (messoci a disposizione dal Comune), in maniera da convogliare lì tutte e rimanenze che si trovavano nelle sedi delle varie associazioni solidali cittadine.

All’inizio del tempo Covid avevano fatto un appello per reclutare volontari e allestire un organizzazione che ci aiutasse a dare risposte a chi chiedeva aiuto, e la risposta in brevissimo è arrivata da un centinaio di persone che si sono date disponibili, di queste ne abbiamo selezionato 60 (per non incorrere in problemi di ordine pubblico); la raccolta alimentare ha permesso di distribuire oltre un migliaio di borse alimentari e questo grazie anche all’aiuto dei volontari dell’Emporio Solidale».

E adesso, con l’entrata nella cosiddetta “Fase 2”, cosa cambierà? «Ci troviamo in una circostanza difficile, un po’ dubbia. Dal mio punto di osservazione si apre uno scenario di vera e propria emergenza sociale: questo è testimoniato anche dal fatto che i numeri di persone che avevamo, sulla base delle schede provenienti dalle associazioni, si sono praticamente triplicati! E le nostre organizzazioni territoriali oggi non sono in grado di poter rispondere a tutte le richieste: continuano a bussare alla nostra porta tantissime famiglie che non erano conosciute dai servizi sociali o dalle associazioni solidali, perché si tratta di persone che vivevano sulla linea di galleggiamento della “povertà relativa”: si aggiustavano con lavori in nero o impieghi saltuari, che comunque garantivano alcune entrate economiche, pertanto non avevano necessità di rivolgersi ai canali sociali di aiuto».

Ora molte di queste famiglie sono state catapultate in una condizione che si definisce di “povertà assoluta”.

«In generale – conclude Nastasi – il fenomeno della solidarietà sociale va ricalibrato: questa situazione di emergenza sanitaria dice a noi operatori che dobbiamo rimettere mano alle nostre organizzazioni territoriali. Nello specifico di Pinerolo siamo in una fase di ascolto e ci stiamo coordinando per cercare di capire un po’ meglio il fenomeno: siamo di fronte a tutte domande aperte, ma non ci sono ancora risposte».

Vincenzo Parisi

Il ritorno alla normalità del mercato cittadino del mercoledì e del sabato non viaggia di pari passo con molte famiglie pinerolesi in difficoltà ad arrivare alla fine del mese.
Foto Lino Gandolfo