L’Associazione CUAMM – Medici con l’Africa è la più antica Ong italiana

Meno conosciuta della più famosa Emergency, l’associazione Cuamm – Medici con l’Africa, è la prima Organizzazione Non Governativa (ONG) che vede la luce in Italia e tra le poche ad essere riconosciute dalla Presidenza della Repubblica. Medici con L’Africa, nata in un collegio missionario di Padova negli anni ‘50, è l’antenata di tutte le associazioni di medici che offrono il loro servizio volontario in terre di bisogno. Tra i volontari del Cuamm (Collegio Universitario Aspiranti e Medici Missionari) troviamo due giovani pinerolesi: Mario Pironti (classe 1980, medico anestesista presso l’ospedale Regina Margherita di Torino) e Nicola Lollino (classe 1979, medico ortopedico presso l’ospedale Agnelli di Pinerolo). Medici con l’Africa – Cuamm ha una sede italiana e sette uffici di coordinamento in altrettanti Paesi africani: Angola, Etiopia, Mozambico, Sudan, Tanzania, Uganda e Sierra Leone. I due medici pinerolesi operano in particolare in Etiopia nella città di Wolisso, a due ore e mezza dalla capitale Addis Abeba, dove alcuni anni or sono la diocesi locale ha realizzato un ospedale che Medici con l’Africa è stata chiamata a gestire.

I medici Nicola Lollino e Mario Pironti (Foto Vita Diocesana)

I medici Nicola Lollino e Mario Pironti (Foto Vita Diocesana)

Il dottor Lollino spiega che partecipare a questa associazione è «uno sforzo per cooperare con gli operatori africani, non un atto di elemosina; è cercare di porsi sullo stesso piano, fornire un aiuto e allo stesso tempo imparare cose nuove». Gli fa eco il dottor Pironti: «significa toccare con mano la realtà e portare un piccolo contributo contro le ingiustizie: sono enormi le differenze che ci sono tra noi e l’Africa nella possibilità di accesso alle cure mediche». Il Cuamm fu in origine un collegio missionario che si occupava di far studiare medicina a ragazzi volenterosi soprattutto provenienti dall’Africa. Il fondatore è stato il professor Francesco Canova di Padova e il primo direttore è stato don Luigi Mazzucato, che oggi ha 85 anni e ha lasciato da alcuni anni la direzione a don Dante Carraro, ma continua a lavorare nell’associazione con passione e professionalità. Dopo la guerra si avverte l’esigenza di partire e operare direttamente in Africa, grazie al contributo di medici volontari che spendono lì parte del loro tempo. Oggi ci sono diversi progetti aperti, che riguardano tutti gli ambiti medici, dall’ortopedia alla pediatria, secondo le necessità specifiche di ogni Paese. Mario Pironti e Nicola Lollino contribuiscono con parte del loro tempo, nell’ospedale cattolico di Wolisso, uno dei cinque presenti nel territorio, dando il loro contributo specifico. Spiega Lollino: «l’ortopedia è un settore costoso e spesso è lasciato per ultimo in africa. Ma i problemi di ortopedia non sono indifferenti. Il bacino di utenza che si copre è di oltre un milione di persone». Pironti, citando alcuni ricordi delle tre volte in cui è stato in Etiopia sottolinea la «bellezza straordinaria del Paese e il calore della gente, la possibilità di scambio con il personale locale che con le poche risorse riesce a fare molto bene il lavoro e il fatto che – aggiunge – noi portiamo una piccola collaborazione e loro ci restituiscono uno scambio umano e professionale arricchente». Recentemente è uscito un film che racconta la storia del Cuamm: si tratta di un documentario d’autore prodotto da Carlo Mazzacurati. L’autore ha visto con gli occhi di un italiano in Africa i luoghi e le persone dove opera l’associazione offrendo al risultato finale una sensazione di grande impatto emotivo. È stato presentato al Festival di Cannes e recentemente a Pinerolo al cinema Ritz. «L’obiettivo del Cuamm oggi – spiega Lollino – è quello di far conoscere l’associazione soprattutto agli operatori sanitari in Italia. Non dimentichiamo tra l’altro che noi italiani siamo scesi in Etiopia da conquistatori in passato. Questo è anche un modo per fare sentire le nostre scuse». Chi volesse mettersi in contatto con i medici che abbiamo incontrato può scrivere a dottorelle@libero.it e/o visitare il sito www.mediciconlafrica.org

Ives Coassolo

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