Sono più di quaranta i casi risultati positivi nella Casa dell’Anziano di Pinerolo in sguito al tampone cui, tra lo scorso venerdì e ieri,  sono stati sottoposti tutti gli ospiti.

«Nonostante tutti i nostri sforzi – spiega la direttrice Carla Signori –  il coronavirus è entrato con violenza nella nostra struttura. Abbiamo tempestivamente segnalato e chiesto aiuto ai vari organismi competenti, ma purtroppo la battaglia che stiamo conducendo di fronte a questa emergenza tanto imprevedibile quanto inarrestabile si sta dimostrando impari per tutti».

E prosegue: «Il ritardo degli esami non ha purtroppo consentito una efficace opera di prevenzione, ma almeno a questo punto cercheremo di fornire le cure idonee ai soggetti positivi e impedire che l’infezione si allarghi ulteriormente. Una prima ipotesi sullo sviluppo dell’infezione è che il virus potrebbe essere entrato in struttura con un rientro di un Ospite dall’Ospedale, segnalato come non affetto da Covid, che tuttavia non aveva fatto il tampone».

Si esclude invece l’ipotesi che il contagio possa essere entrato nella struttura tramite il servizio di Guardia Medica dell’ASL. «Il presidio lo abbiamo isolato fin da subito – precisa Signori – infatti non si entra più dalla portineria, ma da via Sovorgnan. È una delle prime precauzioni che abbiamo adottato permettendo di usare solo l’accesso notturno con l’accompagnamento del medico in modo che non ci fosse alcun contatto con altri».

Sul fronte degli operatori la direttrice assicura che il personale sta dando il massimo «per assistere gli Ospiti, e che anche in questa fase in cui opera celato dietro a mascherine e tute sanitarie, cerca di garantire a tutti un contatto umano e una parola di incoraggiamento».

Per la gestione della situazione è stato anche attivato, con il sindaco Salvai e l’assessore Pezzano, un Tavolo di Coordinamento delle RSA pinerolesi.